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Il mercato del lavoro italiano tra modernizzazione e crisi. Il caso della Sardegna

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Serra Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 497 click dal 02/03/2017.

 

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Estratto della Tesi di Fabio Serra

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15 A via di queste ragioni il “Pacchetto Treu” introduce diverse misure, ma la più importante è il contratto di lavoro interinale. Esso prevede che un lavoratore occupato presso un‟azienda, detta anche azienda “fornitrice”, possa essere affittato ad un‟altra azienda denominata azienda “utilizzatrice”. Tuttavia, il lavoratore rimane alle dipendenze dell‟azienda fornitrice, che ne detiene il potere disciplinare, ma il potere di controllo spetta all‟azienda utilizzatrice. Con l‟introduzione di questa misura, viene meno il cosiddetto divieto di intermediazione e interposizione dei rapporti di lavoro, previsto dalla legge 1369/60. Il tempo massimo per cui un lavoratore può essere assunto con questo contratto è di 24 mesi, che possono essere prorogabili. Un‟altra misura che il pacchetto ha modificato è il contratto di collaborazione continuativa e coordinata, il co.co.co. Si tratta di una forma di lavoro para- subordinata in cui il lavoratore si trova a metà tra una forma di lavoro subordinata e una autonoma. Il lavoratore viene assunto per un incarico o progetto dal committente, il quale detiene un potere di coordinamento. Questa forma di lavoro in realtà nasce nel 1986, quando il fisco si accorge, del crescente numero di lavoratori professionali di prestazione d‟opera continuativa e coordinata; inserisce allora nel modello 740 un‟apposita sezione destinata a questa categoria di lavoratori. Era un segno, della futura introduzione della forma contrattuale di lavoro, nel nostro sistema legislativo. Sulla base del terzo rapporto della Ires (Istituto delle ricerche economiche e sociali della Cgil) delle forme di lavoro atipiche elaborato nel 2003, si stabilisce che sino ad allora vi è uno stabile equilibrio tra forme di lavoro stabili e atipiche. Inoltre si analizza come la disoccupazione si sposta verso un‟età più adulta, probabilmente anche a via della nascita delle forme di lavoro atipiche maggiormente utilizzate, in quegli anni, per i giovani. I Collaboratori coordinati e continuativi crescono sino a toccare il 10% dell‟occupazione con una concentrazione molto elevata al Nord. Inoltre aumenta il numero di lavoratori compresi tra i 30 e 49 anni toccando il 53,2% dei lavoratori assunti con questa forma. Tab. (1.4) - Distribuzione degli occupati, dei lavoratori temporanei e parasubordinati per classi di età. (2002) - Italia Classi di età 15-29 30-49 50 anni e oltre Totale Occupati 19,9 58,3 21,8 100 Lavoratori a tempo indeterminato 44,3 44,9 10,8 100 Lavoratori parasubordinati 21,1 53,2 25,7 100 Fonte: elaborazioni IRES su dati Istat e Inps 2002
Estratto dalla tesi: Il mercato del lavoro italiano tra modernizzazione e crisi. Il caso della Sardegna