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The Protection of Minorities and Minority languages. The Case of Friulian and Friulian Minority

Estratto della Tesi di Viola Vicario

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Viola Vicario Master thesis MA Euroculture 13 3. Minority, minorized and lesser used languages The languages of the minority languages are called minority or minorized languages, to underline their condition of minority, not only in terms of numbers and quantity, but also in terms of – in particular with the neologism minorized – structure. In reference to the same languages and to their conditions, other expressions (less strong and referred specifically to the size of their presence in the society) are used: less used languages and less widespread languages. In the glossary published in 1995 by EBLUL (the European Bureau for Lesser Used Languages), Silvia Carrel defines the minority language as “a language that, as a result of its structures, of its sounds, of its characteristics and of its history, is different and differentiated from the dominant language of a state and that is spoken and/or written in a certain territory by a lower number of people” 21 . This definition is applied to the languages to which “not even a minimum level of co-officiality in the territory where they are traditionally spoken is granted” 22 . For this reason, their development can be influenced, threatened and prevented and their use tend to decrease or even to disappear. The same definition can be applied even to those languages that have obtained some level of official recognition. In general, two different cases fall in this definition:  Languages of populations that “history has put within the borders of a state and that use the official language of the cross-border one” 23 : German in Italy, in Belgium or in Denmark; Danish in Germany; French in Italy; Slovene in Italy and in Austria. In this case the definition of languages in a minority situation is better used.  Languages “that in no place have a dominant position in the society in which they are used” 24 . Sometimes (as in the case of Welsh in the United Kingdom, Sardinian and Friulian in Italy and Frisian in Netherlands) they have a geographical diffusion that goes beyond the numerical minority of the population of certain geographical and administrative regions. Often they are called Regional languages 25 . The last Occitan and Sardinian (there are also Romas and Sinti, but they are not protected under any law; see chapter 4). (http://www.camera.it/parlam/leggi/99482l.htm). 21 Carrel, S., Keywords, A step into the World of Lesser Used Languages, Brussel-Bruxelles, The European Bureau for Lesser Used Languages (EBLUL), 1995. 22 Carrel (1995). 23 Giordan, H., Les minorities en Europe. Droits linguistiques et droits de l’homme, Paris, Kimé, 1992. 24 Giordan (1992). 25 The definition regional languages was created in France to define the minority languages, in opposition to the national language (French) and it is often used to define patois, dialects, varieties and vernaculars too. In Italy it is used in the same way and it is often replaced with the expression local languages.
Estratto dalla tesi: The Protection of Minorities and Minority languages. The Case of Friulian and Friulian Minority

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The Protection of Minorities and Minority languages. The Case of Friulian and Friulian Minority

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Informazioni tesi

  Autore: Viola Vicario
  Tipo: Tesi di Master
Master in Erasmus Mundus Master of Arts Euroculture
Anno: 2016
Docente/Relatore: Marco Stolfo
Istituito da: Università degli Studi di Udine
  Lingua: Inglese
  Num. pagine: 122

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minoranze linguistiche
diritti delle minoranze
storia del friuli
lingue e dialetti in friuli
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