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L'intrattenimento nel servizio pubblico: storia e analisi dei palinsesti televisivi dalla "paleotelevisione" ad oggi

Estratto della Tesi di Andrea Brusaporco

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con una sigla e una collocazione precisa in palinsesto: dal 1959 Gong e Tic Tac, dal 1961 Arcobaleno, dal 1962 Intermezzo (sul Secondo Programma), dal 1964 Girotondo e dal 1967 Doremì 23 . Essendo la tv considerata uno strumento di educazione e di informazione pubblica, finanziata dallo Stato attraverso una pubblica tassa, la logica commerciale non le apparteneva. Non vi era interesse negli indici di ascolto, più che altro si valutava il “gradimento” dei programmi, ovvero la risposta del pubblico 24 . Conoscere gli spettatori quindi diventò col tempo un'esigenza, così da poter offrire un servizio migliore. Un dato che si teneva bene in considerazione era il numero di abbonamenti, in continua crescita nel corso degli anni (per fare un esempio, all'inizio del 1954 gli abbonati erano 24.000, già alla fine dell'anno erano diventati 88.000 25 ). Il milione di abbonamenti venne raggiunto e superato nel 1958; all'indomani dell'avvio della Seconda rete nazionale, la Rai vantava 3.450.000 abbonamenti. Parlando in termini percentuali, se nel 1955 risulta abbonato solo l'1,4% delle famiglie, dieci anni dopo lo è il 41,9% e nel 1970 il 62,4% 26 . Inoltre c'è da specificare che negli anni della paleotelevisione, il consumo era principalmente una pratica collettiva. Agli anni il consumo televisivo non era come ai giorni nostri una pratica privata, dove a volte in uno stesso nucleo familiare vi sono più schermi accesi e sintonizzati su vari canali (o, nell'assurdo, sullo stesso canale), ma era prevalentemente una pratica collettiva: la televisione si guardava assieme, sia nelle abitazioni private perché vi era un solo televisore in casa, sia negli esercizi pubblici che diventarono luoghi di incontro grazie alla presenza dell'apparecchio televisivo 27 . Negli anni '60-'70 il sistema televisivo cambiò gradualmente. La tv aveva acquisito molta attenzione dal pubblico, diventando una risorsa strategica e un articolato sistema di potere. La situazione cambiò negli anni Sessanta con la direzione di Ettore Bernabei e la nascita del Secondo Programma (sabato 4 novembre 1961). Il palinsesto non era più uno strumento tutto sommato neutro, ma diventava il cardine di un sistema coeso di gestione aziendale e di controllo dei suoi contenuti. Il palinsesto, ovvero lo strumento di pianificazione 23 Ivi, p. 106 24 E. Menduni, La Televisione, p. 51 25 P. Aroldi, I tempi della tv. La televisione tra offerta e consumo, Carocci, Roma 2011 (2007), p. 79 26 Ibidem. 27 F. Casetti, op. cit, p. 64-65 11
Estratto dalla tesi: L'intrattenimento nel servizio pubblico: storia e analisi dei palinsesti televisivi dalla "paleotelevisione" ad oggi

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Brusaporco
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Beni culturali
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Damiano Garofalo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

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