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La divulgazione artistica in tv tra accademismo e spettacolarità. Indagine ed analisi di Io e... un programma di Anna Zanoli e Luciano Emmer

Laurea liv.I

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Benedetta Fiorani Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 99 click dal 17/03/2017.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Benedetta Fiorani

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6 dell’esperto nel tradurre in parole le sue sensazioni, nella speranza che queste andassero ad incuriosire l’ascoltatore, lo esortassero e invogliassero ad entrare direttamente in contatto con quell’opera che tanto lo aveva intrigato. Interno giorno rappresenta in questo senso uno dei tentativi meglio riusciti di programmazione radiofonica sull’arte: la protagonista era un’affermata storica dell’arte e regista, Anna Zanoli, che ogni giorno, per venti minuti, accompagnava gli ascoltatori della trasmissione in questo viaggio immaginario alla scoperta di gallerie e piccoli borghi italiani. Con il solo strumento verbale, la Zanoli, era in grado di trasportare figurativamente il pubblico in magiche esperienze sensoriali volte ad avvicinare il popolo italiano alle meraviglie del suo Paese. «Non vedere» infatti «permette di perdersi nei meandri del racconto, nelle pieghe dei particolari di un quadro, nel ricordo e nell’esperienza emozionale del visitatore». 7 Da queste prime considerazioni è dunque possibile notare come in realtà la televisione non sia un organismo unico nel suo genere, frutto del caso e padre di tutte le moderne tecnologie e pratiche in campo divulgativo: esso ha sì, portato ingenti cambiamenti nelle modalità di informazione, divulgazione ed intrattenimento, ma i suoi debiti nei riguardi dei mezzi di comunicazione di più antica origine, sono più considerevoli di quanto si pensi. Studi sulla televisione in grado di fornirne un quadro complessivo e autonomo, purtroppo ancora oggi non sono così soddisfacenti. Abbiamo già visto come in realtà analisi più o meno precise sul piccolo schermo vennero intraprese a partire dalla sua origine, negli anni Cinquanta; ma anche che tali primi approcci al medium televisivo erano guidati da una visione frammentaria del mezzo, indagato esclusivamente nelle sue distinte componenti (tecnologica, sociologica, culturale, politica), e senza mai superarne, dunque, i confini dottrinali. A partire degli anni Settanta del secolo scorso, le modalità di studio del mezzo presero però una nuova direzione, e si andarono a definire in modo deciso le due principali tipologie di approccio alla televisione ad opera degli studiosi, che contraddistinguono ancora oggi la critica moderna: “quello della ricerca empirica, di derivazione sociologica, e quello critico-testualista, di derivazione umanistico-letteraria” 8 . In altre parole, il primo campo di ricerca si occupava del cosiddetto contesto 9 , ossia delle questioni relative agli effetti della comunicazione di massa e al significativo ruolo del piccolo schermo nel processo di formazione dell’opinione pubblica; mentre l’approccio critico- 7 L. Bolla, F. Cardini, Le avventure dell'arte in tv, VQPT/NUOVA ERI, Torino 1994, pag. 98 8 A. Grasso, M. Scaglioni, Che cos'è la televisione, Garzanti, Milano 2003, pag. 11 9 Ibidem
Estratto dalla tesi: La divulgazione artistica in tv tra accademismo e spettacolarità. Indagine ed analisi di Io e... un programma di Anna Zanoli e Luciano Emmer