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Migrationsdiskurse: una proposta di analisi contrastiva fra italiano e tedesco

Laurea liv.I

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Alessandra Rositani Contatta »

Composta da 114 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 182 click dal 30/03/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Alessandra Rositani

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12 tuttavia sottolineare quanto la parola Diskurs venga utilizzata in maniera differente a seconda del campo di applicazione: in filosofia indica da un lato un modo in cui scorre liberamente il pensiero e dall’altro rappresenta uno dei metodi con cui possono essere effettuate spiegazioni; negli studi culturali francesi e angloamericani il termine discourse indica la conversazione, il dibattere o il racconto orale (cfr. Heinemann, Heinemann 2002: 112-113). Proprio a causa di questo legame con l’oralità, la nozione di discorso è spesso problematica anche in linguistica: Antelmi (2012), per esempio, fa notare che si tende a confonderla soprattutto con il concetto di testo, in quanto i due termini vengono talvo lta trattati come sinonimi, riferiti in particolare a produzioni orali per quanto concerne il discorso, e riferiti a produzioni scritte per quanto riguarda il testo. Tale divisione fra discorso e testo non è però del tutto esatta, in quanto ormai la maggior parte dei linguisti sono concordi sull’ambiguità e sulla relatività dei concetti di scrittura e oralità. Come sostengono non solo linguisti italiani quali Berruto e Antonelli, ma anche tedeschi quali Koch e Oesterreicher, bisogna tenere presente che, nonostante un enunciato possa essere unicamente realizzato per mezzo di foni o di segni grafici, non è detto che a livello concettuale (ossia delle sue caratteristiche) quell’enunciato rispecchi il medium usato per trasmetterlo al ricevente. Oesterreicher presenta in molti dei suoi studi sull’argomento uno schema riassuntivo di tale differenziazione da cui appare evidente che “während die Trennlinie zwischen ‚phonisch‘ und ‚graphisch‘ eine Dichotomie darstellt, also einem Entweder-Oder entspricht, […] das Verhältnis von ‚gesprochen‘ und ‚geschrieben‘ kann also in konzeptioneller Hinsicht nur als Kontinuum verstanden werden” (Oesterreicher 1992: 83). Dunque, sebbene sussistano rapporti preferenziali fra realizzazione fonetica e concezione orale e fra realizzazione grafica e concezione scritta, Oesterreicher mette chiaramente in luce che esistono tipologie testuali combinatorie, si pensi ad esempio a una lettera privata come abbinamento di realizzazione scritta e concezione orale oppure all’intervento di un politico in Parlamento come abbinamento di realizzazione orale e concezione scritta. È in primo luogo per questa ambiguità che il discorso non può essere banalmente un insieme di enunciati realizzati per mezzo orale, ma è da considerarsi tale “ogni sorta di espressione verbale come esempio di ‘lingua in uso’” (Antelmi 2012: 35) che abbia inoltre caratteristiche quali coerenza e coesione, sia strettamente legato a un tempo e a uno spazio ben precisi, abbia uno scopo ben definito, possegga una componente argomentativa, sia interattivo ed entri in relazione con altri discorsi (cfr. Antelmi 2012: 35-37).
Estratto dalla tesi: Migrationsdiskurse: una proposta di analisi contrastiva fra italiano e tedesco