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L'arcobaleno oltre la separazione. Nelson Mandela e i fondamenti del nuovo Sudafrica

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Italia Bucci Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 173 click dal 14/04/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Italia Bucci

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10 Transvaal e dell’Orange verranno incendiate, il bestiame abbattuto, i raccolti distrutti, le famiglie arrestate, separate, e deportate in quelli che saranno i primi campi di concentramento della storia. Kitchner ne fa allestire almeno una quarantina in Sudafrica 4 . Nel 1901 si possono contare centoventimila persone, tra donne e bambini, su una popolazione che arriva a stento a trecentomila unità, internati nei lager insieme a quarantamila indigeni; in pratica tutta la servitù nera degli afrikaner, sopravvissuta agli scontri e rimasta fedele ai propri padroni. La malnutrizione, la mancanza di cure ed igiene, epidemie di tifo, febbri, dissenteria, infuriano in questi lazzaretti sovrappopolati provocando vere e proprie stragi. Il più celebre lager, il campo di Kroonstad, conta un tasso di mortalità nella popolazione adulta pari al trentacinque per cento, e nella popolazione infantile pari all’ottantasette per cento. 5 Nel corso del 1901 un’intera generazione di afrikaner scompare per mano degli inglesi: muoiono ventottomila boeri adulti e ventiduemila bambini; in sostanza il dieci per cento della popolazione bianca del Transvaal e dell’Orange. Eppure la guerra continua e gli afrikaner combattono senza più munizioni, riuscendo a sottrarre gli Enfield 6 ai soldati inglesi morti sul campo. All’inizio del 1902 sedicimila afrikaner si trovano a dover fronteggiare i quattrocentomila soldati inglesi di Kitchener: l’opinione pubblica mondiale è indignata per il comportamento delle truppe britanniche; anche durante una seduta parlamentare del governo, i leader del partito liberale intervengono a tal riguardo, stigmatizzando con parole durissime la politica britannica in Sudafrica. Accordi segreti fra i capi delle fazioni opposte vengono tentati, ma sembrano inconciliabili: i britannici esigono che i boeri rinuncino all’indipendenza, mentre i boeri ne fanno una condizione imprescindibile. Alla fine, nonostante la coraggiosa e disperata resistenza, gli afrikaner non riescono a difendere il territorio e col capo chino il 31 maggio 1902 firmano la fine delle ostilità, accettando di diventare sudditi della corona britannica 7 . Non tutti sanno che anche Winston Churchill 8 , il futuro Premio Nobel per la letteratura nel 1953, nonché futuro primo ministro inglese che portò la Gran Bretagna alla vittoria nella Seconda guerra mondiale, si trovò coinvolto nel conflitto Anglo-Boero, mentre era corrispondente di guerra del Morning Post dal Sudafrica. Con indosso l’uniforme del South African Light Horse (un reggimento coloniale di cavalleria inglese), venne aggregato alle truppe del Regno unito che combattevano contro i boeri. In realtà non era consentito ricoprire entrambe le cariche di giornalista e ufficiale di guerra, ma fu comunque assegnato a un treno blindato che avrebbe dovuto compiere una ricognizione. Era il 15 novembre 1899 e Churchill era un giornalista di ventiquattro anni che scampò alla morte grazie ad una serie di coincidenze fortunate. In ricordo di questa avventura, lo 4 Dominique Lapierre, Un arcobaleno nella notte. La vera storia del Sudafrica di Nelson Mandela, Il Saggiatore, Milano 2008, pp 39 5 Ibidem pp 37-39 6 Rivoltelle 7 Ibidem pp40 8 Wikipedia- Wiston Churchill
Estratto dalla tesi: L'arcobaleno oltre la separazione. Nelson Mandela e i fondamenti del nuovo Sudafrica