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La pericolosità da valanga calcolata e visualizzata. Un modello numerico-geografico

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Dipartimento di Scienze AgroAlimentari Ambientali Animali

Autore: Luca Iacolettig Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 432 click dal 14/04/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Luca Iacolettig

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1.2 Stato dell’arte 3 Tabella 1.1: Classificazione morfologica delle valanghe [unesco 1981, modificato] Zona Criterio Caratteristiche Denominazione Distacco Modalità d’innesco Da un punto Val. a debole coesione Da una linea Valanga a lastrone Posizione strato debole Nel manto nevoso Valanga di superficie Al suolo Valanga di fondo Acqua liquida nella neve Assente Valanga di neve asciutta Presente Valanga di neve bagnata Scorrimento Morfologia del percorso Pendio aperto Valanga non confinata Gola o canalone Valanga incanalata Forma del movimento Nube di neve polverosa Val. di neve polverosa Scorrimento al suolo Valanga radente Accumulo Scabrezza in superficie Grossolana Accumulo grossolano Fine Accumulo fine Acqua liquida nella neve Assente Accumulodival. asciutta Presente Acc. di val. bagnata Altri materiali Non apparenti Valanga pulita Detriti rocciosi, terra, rami, alberi Valanga contaminata Classificazione Ogni valanga presenta una zona di distacco, una di scorrimento ed una di accumulo. La zona di distacco è l’area in cui la neve instabile si frattura e comincia a muoversi. La zona di scorrimento è l’area sottostante la zona di distacco che collega quest’ultima con l’area dove si accumula la valanga. La zona di accumulo (o deposito) è l’area dove avviene una rapida decelerazione, la neve si accumula e la valanga si arresta [McClung e Schaerer 1996]. Basandosi su queste tre zone, la Commissione Internazionale Neve e Ghiaccio dell’unesco ha classificato le valanghe secondo criteri morfologici (tab. 1.1): vengono considerati, tra gli altri, il meccanismo d’avvio (cioè il tipo di distacco), la forma di movimento, il contenuto di acqua nella neve e la posizione della superficie di scorrimento. Questa classificazione è illustrata graficamente dalla figura 1.1. Viene ora approfondita la suddivisione delle valanghe secondo il tipo di distacco: valanghe a debole coesione e valanghe a lastroni. Valanghe a debole coesione Una valanga di neve a debole coesione (fig. 1.2a) prende avvio da un punto situato in uno strato superficiale del manto; la neve, che può essere sia asciutta che bagnata, ha una coesione bassa o nulla [Schweizer, Jamieson e Schneebeli 2003]. Il meccanismo iniziale del collasso è analogo allo scivolamento rotazionale di sabbie o suoli senza coesione, ma avviene con volumi minori (< 1 m 3 ) rispetto a quelli necessari per l’innesco di frane [Perla 1977]. Le valanghe a debole coesione si formano negli strati superiori e all’inizio trasci- nano con sé neve in superficie. Iniziato lo scorrimento della valanga, la neve degli strati interni, soprattutto se bagnata, può mettersi in movimento assieme a quella di superficie. Le valanghe di neve bagnata a scarsa coesione possono essere molto più grosse di quelle a neve asciutta [McClung e Schaerer 1996].
Estratto dalla tesi: La pericolosità da valanga calcolata e visualizzata. Un modello numerico-geografico