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Immaginazione e immaginario: Sartre e il concetto di immagine

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Iacopo Domizi Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2816 click dal 04/05/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Iacopo Domizi

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La sua trattazione inizia con un'esposizione delle teorie di Descartes, Leibniz e Hume e delle relative soluzioni al problema dell'immagine che le tre grandi correnti della filosofia classica ci propongono. I tre metafisici partono da una stessa concezione di immagine, per poi distaccarsi l'uno dall'altro a partire dal rapporto dell'immagine con il pensiero. Descartes propone, coerentemente con il proprio dualismo, una teoria che nasce dalla divisione tra immagine come “cosa corporale” e immaginazione come “conoscenza dell'immagine”. Teoria che condivideranno anche Spinoza e Leibniz, è quella dell'immagine intesa come idea confusa, infatti «anche se si oppone all'idea chiara, l'immagine ha in comune con questa il fatto di essere anch'essa un'idea; è un'idea confusa che si presenta come un aspetto degradato del pensiero» 3 . Sostanzialmente l'unica differenza tra immagine e idea è il fatto che nella prima la rappresentazione dell'oggetto è confusa, mentre nella seconda è chiara. Con Descartes, Leibniz condivide quindi la separazione tra pensiero ed immagine ma quest'ultimo, a differenza del francese, tende a ridurre l'immagine a pensiero e cerca di stabilire una continuità tra questi due “mondi”; il suo è un associazionismo che si distacca da quella componente fisiologica vista in Descartes: le immagini si conservano e collegano tra loro attraverso un processo inconscio che avviene nell'anima. Il pensiero di Hume parte da una concezione meccanicistica di stampo cartesiano dell'immaginazione, spiegando che questo è l'unico luogo nel quale la mente si muove, isolandolo quindi sia dal corpo che dall'intelletto. Egli, al contrario di Leibniz, tende a ridurre il pensiero ad un sistema di immagini. All'empirista britannico è inoltre riconosciuto il pregio di aver operato in modo immediato la diversificazione dell' immagine con la percezione: nel Trattato sulla natura umana egli descrive le prime come delle impressioni deboli e le altre come impressioni forti. In sintesi Descartes, Leibniz e Hume propongono rispettivamente: un pensiero puro capace di sostituirsi all'immagine, un panlogismo caratterizzato da un'esistenza di diritto che si sovrappone a un empirismo di fatto, e un panpsicologismo. Sartre a proposito di queste teorie dirà che sono le uniche possibili, a patto che venga accettato il principio l'immagine è una cosa; infatti questo postulato si pone come base e struttura fondante delle tre soluzioni che differiscono tra loro soltanto per quanto riguarda la relazione tra immagine e pensiero. 3 J.-P. Sartre, L'immaginazione, cit., p.15. 6
Estratto dalla tesi: Immaginazione e immaginario: Sartre e il concetto di immagine