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Il realismo creaturale nei romanzi di Federigo Tozzi

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elena Almangano Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 113 click dal 04/05/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Elena Almangano

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10 Quindi la religione diventa una serie di leggi che bloccano e limitano l'essere creaturale dell'uomo, cioè l'insieme dei suoi istinti che diventano peccaminosi una volta che vengono vietati dalla legge, anche se non sembrerebbero così sbagliati. Ogni prescrizione viene concepita anche come imposizione per la sua caratteristica di essere esito della caduta dell'uomo davanti a Dio e nel suo sentirsi ormai incapace di recuperare quel rapporto diretto con la divinità che ha ormai irrimediabilmente perso. Il tutto si gioca su un sfera etica, per cui la definizione di creaturale deriva dal fatto che c'è qualcosa come una regolamentazione che lo vieta, ma ancora di più richiama ad un rapporto di impossibile sintesi con la divinità. Ricordare la dimensione creaturale dell'uomo significa per Barth insistere sulla radicale alterità rispetto al divino, l'impossibilità di una mediazione e di una sintesi tra l'uomo e Dio. Qualitativamente diverso dalla divinità, l'uomo è nulla, ed è totalmente immerso nella sua condizione creaturale di peccatore, di essere soggetto alla morte, nella sua piccolezza rispetto all'immensità divina. Barth, quindi, non mette in relazione la creaturalità con un'idea di universale solidarietà fra gli esseri del creato, bensì con quella della incolmabile e angosciosa distanza rispetto a un Dio cui, pure, l'uomo di fede vuole rivolgersi. 17 Le riflessioni di questi esimi teologi ha influito anche su numerosi filosofi che hanno sfruttato il concetto di creaturale o la sua teorizzazione all'interno delle loro riflessioni. Possiamo, dunque, vedere come tale concetto sia strettamente legato alla percezione della creatura sia in ambito filosofico che in ambito teologico. Si definisce un campo semantico legato alla percezione del limite della creatura rispetto all'infinito con una sofferenza insita che la distanzia fortemente dal Creatore, la cui percezione è di un'entità altra posta solo a ricordare il limite della creatura stessa. 1.1.3. Rudolf Bultmann Rudolf Bultmann (1884-1976), teologo e storico tedesco, insegnò a Breslavia, Giessen e Marburg e fu insigne studioso del Nuovo Testamento, che analizzò secondo il metodo della Formgeschichte («metodo morfologico»). Importante è la sua riflessione teologica, influenzata dalla filosofia esistenzialistica e dalla teologia della crisi, tesa da un lato a individuare il fondamento esistenziale della scelta religiosa, dall’altro alla demitizzazione del Nuovo Testamento per liberare il messaggio cristiano dal 17 R. Castellana, La teoria letteraria di Erich Auerbach, p. 158/159.
Estratto dalla tesi: Il realismo creaturale nei romanzi di Federigo Tozzi