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La generazione di mezzo. Seconde generazioni alle prese con la quotidianità

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Martina Mazzucchelli Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 405 click dal 10/05/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Martina Mazzucchelli

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giudizi sono influenzati da diversi fattori, come le idee del nostro gruppo di appartenenza, i messaggi dei mass media e le nostre precedenti esperienze. In molti casi però le nostre opinioni si formano sulla base di informazioni approssimative o fuorvianti, dando vita ai pregiudizi: essi vengono definiti come «una rappresentazione, positiva o negativa, di un gruppo sociale o dei suoi componenti» [Zanfrini, 2004; p 59]. Possiamo individuare due tipi di pregiudizio, caldo o freddo: il primo è più evidente e aggressivo, mentre il secondo si manifesta in forme socialmente accettabili, quindi viene condiviso da un maggior numero di persone. Il pregiudizio generalmente si basa su stereotipi, che si definiscono come «credenze socialmente condivise e culturalmente condizionate circa le caratteristiche di una categoria di persone» [Zanfrini, 2004; p 60]. Ciò che deve far riflettere è come la maggior parte degli stereotipi derivi dall'apprendimento sociale e non da un'interazione diretta. Inoltre essi portano a trascurare la variabilità del gruppo a cui si riferiscono e l'unicità del singolo. Gli stereotipi, quando si associano alla paura e all'idea di minaccia e competizione, possono ripercuotersi negativamente sulla vita di coloro che ne sono oggetto, in particolare nel caso del pregiudizio etnico. Secondo Allport esso si può definire come «un atteggiamento di rifiuto o di ostilità verso una persona appartenente a un gruppo, semplicemente in quanto appartenente a quel gruppo, e che pertanto si presume in possesso di qualità biasimevoli generalmente attribuite al gruppo medesimo» [Zanfrini, 2004; p 65]. Il pregiudizio etnico quindi è condiviso dai membri del gruppo dominante che vogliono mantenere i propri privilegi e si rivolge a quei gruppi considerati diversi o inferiori. In particolare, il pregiudizio etnico è legato al dislocamento, un meccanismo che porta a indirizzare sentimenti ostili verso soggetti che non ne sono la vera causa: spesso infatti abbiamo assistito alla trasformazione degli immigrati in veri e propri capri espiatori. Questo atteggiamento è particolarmente diffuso in quelle categorie di autoctoni che subiscono un'incoerenza tra le varie dimensioni dello status, come nel caso di chi è ricco ma possiede poco potere, o chi ha uno status etnico elevato ma bassa posizione occupazionale. [Zanfrini, 2004;] Tramite un'indagine Istat [Migranti visti dai cittadini, 2011;] possiamo apprendere l'opinione degli Italiani nei confronti degli immigrati. • Il 60% degli intervistati pensa che «la presenza degli immigrati sia positiva perché permette il confronto con altre culture». [Istat, 2011; p 5] • L'87% pensa che «ogni persona dovrebbe avere il diritto di vivere in qualsiasi paese del mondo abbia scelto» [Istat, 2011; p 6] 19
Estratto dalla tesi: La generazione di mezzo. Seconde generazioni alle prese con la quotidianità