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Disturbo dello spettro autistico, strategie di intervento inclusivo e progetto di vita

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umane e Sociali

Autore: Angela Giorgio Contatta »

Composta da 70 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3276 click dal 11/05/2017.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Angela Giorgio

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12 successivamente dalle ricerche empiriche controllate di Pennington e Ozonoff (1996) e postula che all’origine dell’autismo vi sia una compromissione delle funzioni esecutive centrali riferite a comportamenti di controllo quali la capacità di pianificare, organizzare, il problem solving, la capacità di inibire risposte inadeguate, la flessibilità del pensiero e, in generale, tutte le funzioni che di norma sono mediate dal lobo frontale (Valeri, 2006:13). Ozonoff al riguardo evidenzia le analogie esistenti in soggetti con lesioni ai lobi frontali, i quali risultano privi di freni inibitori e manifestano comportamenti non organizzati ma ripetitivi e messi in atto in assenza di un fine specifico; inoltre, nell’elaborazione delle informazioni, questi individui si focalizzano su singoli dettagli nell’impossibilità di integrare globalmente le loro conoscenze o utilizzarle utilmente. La studiosa evidenzia che anche nelle persone con autismo emergono segni comportamentali come rigidità, inflessibilità, stereotipie, manierismi, azioni ripetitive e perseverazione; pertanto, ricollega questi sintomi ad un deficit delle funzioni esecutive derivante da lesioni della corteccia prefrontale. Attraverso il problema posto dalla Torre di Hanoi 4 è stato possibile rilevare come le persone utilizzino le strategie di soluzione dei problemi reali e le loro capacità di pianificare e prevedere le conseguenze delle proprie azioni. I risultati hanno evidenziato un significativo calo del livello di prestazione in ordine alla capacità di pianificare negli individui autistici rispetto al gruppo di controllo (Ozonoff, 1998:229). 4 La prova della Torre di Hanoi utilizza una struttura formata da tre asticelle con tre dischi impilati sulla prima, nell’ordine dal basso verso l’alto e dal più grande in senso decrescente. Il compito consiste nello spostare i dischi dalla prima alla terza asticella, utilizzando il minor numero possibile di mosse, nel rispetto di due condizioni: 1) si può spostare un solo disco alla volta, 2) nessun disco può comprimerne uno più piccolo durante lo spostamento (Feldman, 2013:233).
Estratto dalla tesi: Disturbo dello spettro autistico, strategie di intervento inclusivo e progetto di vita