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Eco Street Art, la pubblicità a servizio dell'ambiente

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Comunicazione ed Economia

Autore: Alex Marchi Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1409 click dal 26/05/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Alex Marchi

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pubblicità infatti , intesa come comunicazione di una qualsiasi attività, iniziativa, ente, movimento o azienda, a scopo di lucro o meno, non rientra nel mirino delle parodie degli street artists, e non avrebbe senso il contrario. Semplici esempi esplicativi per rendere l'idea: una campagna di promozione televisiva, o ancora editoriale, a favore della ricerca per la cura di una malattia piuttosto che per la costruzione di una scuola in Africa è pubblicità; la gigantografia dell'ex dittatore Ben Ali , posta su una piazza in Tunisia da un'agenzia di comunicazione per sensibilizzare il popolo al voto,a favore della democrazia, è pubblicità; una campagna sui social network di Gino Strada per le sue battaglie, per citare un altro riferimento noto, è ancora pubblicità. Detto ciò, avrebbe senso che la Street Art combatta movimenti come quelli appena citati? Ritengo quindi comprensibile agli occhi della gente, ma al tempo stesso superficiale, imputare la Street Art come uno degli acerrimi nemici della pubblicità, intesa come forma di comunicazione. Essa potrà colpire un brand; un personaggio; un concetto; potrà alludere a certi movimenti, politici e non ma non credo che tale forma d'arte abbia l'intenzione o lo scopo di scherzare un assetto di comunicazione a causa della sua natura. Ciò che invece ritengo fondamentale per la Street Art, se si parla della sua indole sociale e non individuale, è la capacità di riuscire a colpire, non sempre ovviamente, la mente delle persone, sollevare un pensiero, avanzare un punto di vista differente. In definitiva, offrire alle persone spunti su cui riflettere attraverso le emozioni. D'altronde, è proprio dalla “gente “ che nasce questa forma d'arte; non è la Street Art a ricercare i musei, sono i musei a ricercare la Street Art. Uscendo ora da ragionamenti di carattere generale più o meno personali, torniamo però al percorso designato. La tesi, come già anticipato, avrà quindi l'obiettivo di trattare il rapporto collaborativo tra Street Art e pubblicità,un rapporto già esistente per esempio negli anni Ottanta (Haring su tutti), il quale però , oggi, ha l'enorme potenzialità di risultare “giusto” anche sotto l'aspetto etico e morale, con la possibilità di schierarsi in difesa dell'ambiente. Tutto ciò è quindi possibile grazie ad un nuovo concetto sviluppatosi in questi ultimi dieci anni: l' Eco Street Art. L'argomento verrà ripreso nel dettaglio nei capitoli finali mentre per ora è sufficiente capire il perché si debbano trattare il capitolo delle tecniche principali appartenenti alla “Street Art classica” (come in ogni cosa l'innovazione arriva solo se si conosce la storia precedente), le sue applicazioni alla pubblicità esente da tecniche eco ambientali (esistono 12
Estratto dalla tesi: Eco Street Art, la pubblicità a servizio dell'ambiente