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Ipotermia terapeutica. Il ruolo dell’Infermiere Pediatrico nel trattamento del neonato con Encefalopatia ipossico-ischemica.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Raffaella Di Domenico Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 423 click dal 26/05/2017.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Raffaella Di Domenico

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11 1.2 Danno encefalo ipossico-ischemico: segni, sintomi e diagnosi Le lesioni anatomo-patologiche nel neonato possono essere diverse e la loro estensione dipende dalla gravità dell’insulto subito e attraverso le indagini neuro radiologiche si potrà identificare e definire l’estensione di queste lesioni cedendo informazioni aggiuntive sulla base delle strutture anatomiche interessate. e infatti si potrebbe presentare necrosi neuronale selettiva, danno cerebrale ischemico focale e multifocale, danno parasaggitale, leucomalacia periventricolare. • Necrosi neuronale selettiva: è la lesione più comunemente osservata nell’encefalopatia ipossico-ischemica del neonato a termine, la sede principale del danno è il neurone. Essa consiste principalmente nella necrosi di gruppi di neuroni appartenenti per lo più all’area corticale, ippocampo, gangli della base, cervelletto e midollo spinale. Tale selettività è legata a fattori vascolari e metabolici rappresentati rispettivamente da una circolazione di tipo terminale e da un aumento temporaneo di sinapsi glutammatergiche di tipo NMDA (N-metil D-aspartato) cui segue una tendenza all’ipoperfusione e danno citotossico. I primi cambiamenti sono delle vacuolazioni determinate dal rigonfiamento dei mitocondri che si notano tra i 5 e i 30 minuti dall’inizio dell’ipossia, mentre nei giorni successivi si instaura la vera e propria necrosi o addirittura lesioni molto gravi che possono esitare in cavitazioni. (11) • Danno cerebrale parasaggitale: è una lesione caratterizzata da necrosi della corteccia cerebrale e della sostanza bianca sottocorticale immediatamente adiacente, con una caratteristica distribuzione parasaggitale, spesso bilaterale e simmetrica. (12) Il principale fattore patogenetico è rappresentato dall’ipoperfusione secondaria a una circolazione di tipo terminale e dall’eventuale perdita dell’autoregolazione cerebrale. Le aree di necrosi corrispondono, infatti, al territorio vascolare di confine tra i rami terminali delle tre principali arterie cerebrali (anteriore, media e posteriore). (8) • Necrosi focale e multifocale: caratterizzata da una o più aree di necrosi, localizzate nelle parti di una o più arterie cerebrali maggiori. In circa il 50% dei casi è coinvolta l’arteria cerebrale media, nei restanti casi sono interessati i piccoli vasi. Tali lesioni rappresentano seri e propri infarti e
Estratto dalla tesi: Ipotermia terapeutica. Il ruolo dell’Infermiere Pediatrico nel trattamento del neonato con Encefalopatia ipossico-ischemica.