Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La prova nel processo tributario

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Giuseppe Barreca Contatta »

Composta da 130 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 233 click dal 08/06/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giuseppe Barreca

Mostra/Nascondi contenuto.
20 norma dell’art. 182 c.p.c.; la parte può difendersi personalmente se è un professionista abilitato all’assistenza tecnica secondo l’art. 12 del D.lgs. n. 546 del 1992 46 . La legittimazione passiva spetta all’Ente che «ha emanato l’atto impugnato o non ha emanato l’atto richiesto». Occorre, quindi, determinare il tipo di atto impugnato per individuare l’Ufficio dell’Ente contro cui proporre ricorso. L’assistenza tecnica per l’Ufficio Finanziario non è prevista nel primo grado; è prevista la possibilità di assistenza, in appello, da parte dell’Avvocatura di stato 47 . Legittimato ad causam e ad processum è l’Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane, l’Ente locale nella persona del Sindaco 48 o il dirigente dell’Ufficio tributi. 46 Vanno distinte due categorie di difensori tecnici: professionisti con abilitazione generale ( avvocati, dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) e professionisti abilitati alla difesa soltanto in liti riguardanti alcune materie, tassativamente elencate ( ingegneri, periti edili, geometri, architetti, dottori agronomi). 47 Si veda LA ROSA S., Principi di diritto tributario, cit., pag. 434 «per l’Ufficio Finanziario sempre che dalla legge un vero e proprio divieto di assistenza tecnica ad opera dell’Avvocatura dello Stato nel giudizio di primo grado, essendo essa prevista solo per il grado di appello, e come mera possibilità». 48 Il Sindaco può agire in giudizio o resistere solo su autorizzazione della Giunta municipale. In merito a tale autorizzazione sorgono dei contrasti giurisprudenziali. La Cassazione con varie sentenze ha prodotto tre orientamenti: Nel primo, si rileva che la costituzione del Sindaco priva di autorizzazione comporta l’inammissibilità dell’atto introduttivo del giudizio, rilevabile d’ufficio in ogni grado di giudizio; Nel secondo orientamento, ammette la possibilità di rilasciare l’autorizzazione anche in corso di causa ( primo o secondo grado ), convalidando ex tunc l’attiva processuale svolta; Nel terzo orientamento, si ammette la possibilità di rilasciare l’autorizzazione nel corso del giudizio di Cassazione, convalidando l’attiva nei precedenti gradi di giudizio. Oltre alla “tempistica” di rilascio dell’autorizzazione si è posto il problema in merito alla sua efficacia nei gradi di giudizio, ed anche qui vi sono tre orientamenti giurisprudenziali:
Estratto dalla tesi: La prova nel processo tributario