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Basi per un'agricoltura di autosufficienza nell'epoca moderna

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Norberto Lesi Contatta »

Composta da 30 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 341 click dal 22/06/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Norberto Lesi

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12 consone decisioni a seconda delle circostanze. Ogni centuria era inoltre isolata da mura per consentire la protezione e l’isolamento da nemici sia umani che selvatici, solitamente le centurie erano collegate da un complesso sistema di strade con altre colonie dell’impero ma ognuna era costruita col preciso scopo di essere completamente autonoma. A ogni cittadino veniva assegnata una mansione, ogni coltura era assegnata nelle proporzioni che erano richieste per alimentare la centuria, le zone di allevamento erano divise da quelle agricole e venivano di volta in volta decise le varie specie vegetali da coltivare (Laffi, 2001). Sebbene poi i Romani abbiano attuato su grande scala una modifica del territorio, tuttora visibile, l’organizzazione studiata e misurata della suddivisione in gruppi autonomi è un perfetto esempio di ecosistema umano dove ogni componente non solo è riciclata, ma anche studiata su vasta scala per la costruzione di un equilibrio che consenta a ogni cittadino di vivere in sicurezza e autonomia, così come anche un esempio di come le forme di solidarietà sociale e collaborazione possano dare vita a complessi meccanismi di comunità autopoietiche per lo sviluppo umano. 3.2.3 Monasteri Un altro fenomenale esempio di sistema chiuso e autonomo, che si sviluppò successivamente nel periodo medioevale fu quello dei monasteri. Cominciarono a prosperare nell’epoca delle persecuzioni, ma, anche quando il Cristianesimo cominciò a diffondersi in tutta Europa, la protezione e l'autosufficienza dei monasteri protesse i suoi abitanti dalle guerre e dalle pestilenze del secolo. La necessità di difendersi da un ambiente ostile li portò negli anni a perfezionare il loro stile di vita, il cui esempio più esplicativo fu quello regolamentato e diffuso da San Benedetto. San Benedetto creò l’ordine monastico vero e proprio e introdusse una regola per aiutare i monaci a vivere al meglio la vita spirituale. La sua idea si incentrava sull'alternarsi di preghiera e lavoro, il famoso “ora et labora”, che contribuì a creare dei centri spirituali del tutto autosufficienti. Una vita frugale per eccellenza, dove i monaci pregavano, lavoravano la terra e provvedevano a tutti i loro bisogni principali. Spesso costruiti su alture e circondati da mura, i monasteri erano protetti da razzie e pericoli esterni, al suo interno venivano coltivati orti di erbe officinali, che i monaci studiarono a lungo fino a carpirne i potenziali curativi per sviluppare e diffondere l’arte della medicina. Studiarono anche l’apicoltura per la diffusione dei pollini tra i fiori delle loro preziose erbe e per l’estrazione di miele, cera, importantissima per illuminare le strutture, e sostanze, oggi ben conosciute, dal potere benefico. L’allevamento del bestiame, invece, contribuiva a fornire lana per gli indumenti, come anche la pergamena utilizzata ampiamente dagli amanuensi. Ogni monastero aveva il compito e il dovere di coltivare terre, vigne,
Estratto dalla tesi: Basi per un'agricoltura di autosufficienza nell'epoca moderna