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L'orizzonte etico schopenhaueriano. Confronto critico tra la morale di Arthur Schopenhauer e la fondazione etica kantiana

Diploma di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Manuela Margnini Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 152 click dal 13/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Manuela Margnini

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mostrate, cercando di appagare il piano della fecondità del discorso filosofico e della chiarezza espositiva. Senza dubbio l'aspetto propriamente formale in alcuni punti è un po' invecchiato e si comprende come alcuni possano stancarsi della sua enfasi predicatoria, della veemenza pedante con la quale Schopenhauer dibatte talvolta di questioni più oziose, della ripetizione di citazioni di autori antichi e moderni e della polemica che ingombra qui e là negli sviluppi peraltro ben riusciti. 6 Ma la costante onestà filosofica rappresenta una rigorosità di pensiero raramente eguagliata. Il pensiero schopenhaueriano non si presenta come un apparato statico, schematico, astratto, dato ed esaurito una volta per tutte, bensì un organismo vivo e vitale, una forza dinamica, che si muove in modi imprevisti, nuovi ed illuminanti. Vi è una chiara differenza tra un'enunciazione ferma, fissa e squadrata, per chiara che sia, ed un pensiero in continuo sviluppo per forza interna, che tocca sempre punti sensibili ed allarga continuamente la base intuitiva e gli appigli di possesso delle idee portanti dell'edificio. Benché considerasse Kant come suo padre spirituale, Schopenhauer non esita a criticarlo e a contrapporsene radicalmente; risulta chiaramente più semplice mostrare gli errori e i difetti di un grande spirito, che non offrire una precisa e completa spiegazione del suo valore, dal momento che i demeriti rappresentano qualcosa di particolare e di finito, facilmente dominabili. Al contrario, il sigillo che il genio imprime nelle sue opere risulta eccellentemente insondabile e inesauribile, perfetto capolavoro di uno spirito veramente grande che avrà effetti sempre profondi e penetranti sull'intero genere umano, tanto che non si può calcolare fino a quali secoli e paesi lontani potrà giungere il suo influsso rischiaratore. E, poiché, per quanto colta e ricca sia l'epoca in cui il genio è sorto, egli appare simile alla palma, elevandosi al di sopra del terreno in cui affonda le sue radici. 7 Da questa breve introduzione emerge l'immagine di uno sconcertante Schopenhauer che, entrato con violenza nei palazzi nazionali della filosofia in un'epoca in cui trionfava l'hegelismo, ha conferito l'immagine di un pensatore solitario, non conformista, più o meno marginale ed 6 E. Sans, Schopenhauer, Xenia tascabili, Milano 1999, p.4. 7 A. Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, Bur classici, Milano 2003, p.711.
Estratto dalla tesi: L'orizzonte etico schopenhaueriano. Confronto critico tra la morale di Arthur Schopenhauer e la fondazione etica kantiana