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Da Wojtyla a Bergoglio: analogie e differenze negli Angelus degli ultimi tre papi

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Laila Onnis Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 97 click dal 18/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Laila Onnis

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12 anche in questo caso Dio viene nominato con appellativi diversi (Cristo, Padre, Figlio, Spirito Santo, Signore). Il discorso non si conclude con alcun saluto. 24 DICEMBRE 1978 L’Angelus si apre con una citazione in latino (Hodie scietis quia venie et Dominus; et cras videbitis gloriam eius), di cui tre parole (scietis, hodie e cras) verranno poi riprese quasi a conclusione del discorso. In esso sono presenti solo gli auguri per il Natale e un breve accenno finale alla notizia di cronaca riguardante la sciagura avvenuta nei pressi di Palermo. 26 DICEMBRE 1978 L’Angelus della festività di Santo Stefano risulta tanto breve quanto interessante. Sin dal suo incipit, infatti, è evidente come il Papa abbia abbandonato i consueti canoni degli altri Angelus da me analizzati. Egli si mostra da subito vicino ai fedeli e usa l’ironia per ottenere il suo scopo. Vista la sua particolarità, ritengo opportuno trascrivere interamente il breve testo: «Sì, ho capito, volete pregare col Papa e pregheremo, nonostante non fosse prevista per oggi la recita comunitaria dell’Angelus. Mi rallegro con voi e mi domando perché siete venuti. Forse siete venuti perché oggi è veramente una bella giornata e attira fuori. Ma il Papa deve stare in casa perché non sa mai quando viene la gente per recitare l’Angelus. Poi penso che siete venuti perché sapete che il Papa ha bisogno delle vostre preghiere e ha bisogno soprattutto di pregare con voi. Vi ringrazio per questo e per questa vostra inattesa ma certamente tanto più gradita e preziosa presenza. Voglio ripetere i miei auguri di buon Natale a tutti, specialmente ai giovani. Non capisco quello che dite. Voi non avete i microfoni. Però capisco che volete molto bene al Papa. Grazie e Buon Natale ancora a tutti. Sia lodato Gesù Cristo» Interessante notare come il Papa parla (quasi per tutta la durata dell’Angelus) di se stesso in terza persona, comportamento tipico di personaggi potenti e leader politici. Tuttavia, smentisce questa sospetta “presunzione” relegando poi se stesso quasi al ruolo di semplice uomo che «si trova in casa» e deve starci per aspettare la gente che lui non sa «quando viene per recitare l’Angelus». Il Pontefice sembra poi utilizzare la captatio benevolentiae quando si rivolge ai pellegrini dicendo: «Poi penso che siete venuti perché sapete che il Papa ha bisogno delle vostre preghiere e ha bisogno soprattutto di pregare con voi. Vi ringrazio per questo e per questa vostra inattesa ma certamente tanto più gradita e preziosa presenza». Nel testo sono, inoltre, presenti tre usi che testimoniano la vicinanza al discorso al parlato: i primi due riguardano il mancato utilizzo del congiuntivo dopo le proposizioni mi domando perché e penso che e il terzo la frase «Forse siete venuti perché oggi è veramente una bella giornata e attira fuori», in cui il soggetto non è stato esplicitato. In chiusura è presente un saluto. 1° GENNAIO 1979 Il primo Angelus del 1979 si apre con una interrogazione retorica («All’inizio di un nuovo anno, con quale altra parola potrei rivolgermi a voi, carissimi, che non sia una parola
Estratto dalla tesi: Da Wojtyla a Bergoglio: analogie e differenze negli Angelus degli ultimi tre papi