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La notizia internazionale in formato fotografia

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Chiara Biffoni Contatta »

Composta da 173 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 97 click dal 25/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Chiara Biffoni

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  15   interessi governativi per la manipolazione dell’informazione, ma in seguito all’adesione al conflitto il patriottismo prese il sopravvento sull’imparzialità e anche i giornali americani cominciarono a subire controlli ferrei sul tipo di notizie che potevano essere pubblicate e su quelle che invece era meglio evitare. 28 A causa delle numerose influenze politiche a cui era sottoposto, il giornalismo del periodo ’15-’18 viene ricordato come molto deludente, ma è anche vero che, nella maggior parte dei casi, i giornalisti erano d’accordo con le politiche condotte dai vari governi e dunque, nonostante i controlli e le censure, non esisteva davvero un conflitto d’interessi tra la stampa ad alta tiratura e le intenzioni delle classi dirigenti. Anzi, si può al contrario pensare che tutto sommato quelle restrizioni potessero essere viste con un “sacrificio benevolo per il raggiungimento di un obiettivo più importante”. 29 In quel periodo però ci furono anche episodi in cui, al contrario, fu la stampa a influenzare le forze politiche: è il caso dell’Italia, dove la responsabilità per la scesa in guerra è da attribuirsi proprio ai giornali nazionali. Sebbene, infatti, la maggioranza della popolazione fosse contraria al coinvolgimento del paese nel conflitto, i quotidiani continuavano a sostenere che l’opinione pubblica ne fosse invece favorevole e questo spinse la classe dirigente politica a piegarsi in favore dell’interventismo. 30 Tra le grandi testate dell’epoca c’era una netta bipartizione ideologica tra gli interventisti – che erano la maggioranza - e i sostenitori della neutralità, di cui era difensore il governo Salandra: tra questi ultimi figurava “La Stampa” di Torino 31 , mentre di schieramento opposto erano “Il Corriere della Sera”, “La Gazzetta del Popolo”, “Il Resto del Carlino”, “Il Gazzettino”, “Il Messaggero” e “L’Unità”. 32 Da questo esempio si può evincere come – al contrario di quanto siamo abituati a                                                                                                                 28 Ibidem, cit. p. 30.   29 Ibidem.   30 “Senza i giornali, l’intervento dell’Italia forse non sarebbe stato possibile”. Questa frase fu scritta, alla fine del primo conflitto mondiale, dall’allora presidente del Consiglio, Antonio Salandra. Per maggiori dettagli: http://cronologia.leonardo.it/storia/mondiale/mondia4.htm   31 Anche se, il redattore Giovanni Bevione pubblicò sulle pagine del quotidiano alcuni suoi articoli che erano chiaramente di stampo interventista. Per maggiori dettagli, consultare l’articolo “Giuseppe Bevione, un interventista nelle pagine de La Stampa di Alfredo Fossati” del giugno 2014 edito sul sito web del Senato della Repubblica. https://www.senato.it/3182?newsletter_item=1670&newsletter_numero=156   32 A. ASTORRI, P. SALVADORI, Storia illustrata della Prima Guerra Mondiale, Volume 1, Giunti Editore, Firenze, 1999, p.76.  
Estratto dalla tesi: La notizia internazionale in formato fotografia