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Evidenze nutrizionali per il recupero muscolare nell'atleta di endurance

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Matteo Tassan Mazzocco Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 510 click dal 31/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Matteo Tassan Mazzocco

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apporto di nutrienti i grassi e la massa magra vengono usati come “carburante” per l’attività. Una perdita di tessuti magri corrisponde inevitabilmente ad una perdita di forza e resistenza andando a compromettere la funzionalità del sistema immunitario, del sistema endocrino e muscoloscheletrico (Lichtman et al. 1898). Alimentazione di mantenimento proteica o normoproteica È opportuno ricordare che all’atleta non serve solo la normocaloricità, ma anche la normoproteicità, altro fattore che, se non rispettato è in grado di minare la capacità del nostro organismo di sviluppare massa muscolare, e mantenere alto il metabolismo. Il nostro apparato muscolo scheletrico è costituito prevalentemente da proteine; sono fatti di proteine i muscoli, le componenti non minerali dell’osso, i tendini i legamenti e le cartilagini. Sono fatti di amminoacidi anche gli enzimi, i recettori e le molecole, segnali ormonali che governano il nostro equilibrio. Il ripristino delle proteine consumate anche solo nel normale turnover è quindi importantissimo per un atleta. Una dieta corretta deve perciò fornire integralmente la quantità di proteine consumata e, in fase di carico o di di costruzione muscolare, anche un surplus che si depositerà come nuovo muscolo, osso cartilagine e legamento. La National Academy of Sciences definisce di 1g/die per kg di peso il fabbisogno minimo proteico per il sedentario, quantità che per l’atleta diventa sostanzialmente maggiore. T ale valore spesso viene raggiunto con molta difficoltà da chi non sta particolarmente attento alla normoproteicità della propria dieta.) Un classico metodo per determinare l’apporto proteico dell’individuo è misurare il bilancio azotato. La tecnica prevede di quantificare tutte le proteine che entrano nel nostro corpo e tutto l’azoto che viene escreto. Il bilancio azotato diventa positivo nella fase anabolica e negativo nelle persone che perdono più proteine di quante ne stiano assumendo. L’apporto di proteine sicuro stimato per un determinato stato fisiologico come ad esempio l’attività fisica è determinato introducendo differenti apporti proteici e calcolando il bilancio nitrico (NBAL) a ciascun livello dell’assunzione. Un sano e giusto apporto proteico si stima che riguardi il 97% della 11
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