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Analisi di paternità nella Rondine (Hirundo rustica) attraverso l’impiego di marcatori molecolari

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Marina Maspero Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10 click dal 07/09/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Marina Maspero

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9 vistosi possono garantire un accoppiamento precoce. Poiché la precocità nell’accoppiamento è una componente ereditabile, le femmine che hanno scelto questi maschi hanno una maggiore probabilità di generare figli appariscenti che possono accoppiarsi prima (Møller 1988). Le rondini traggono beneficio da un inizio della stagione riproduttiva precoce perché questo permette la crescita di un maggior numero di giovani e un’alta probabilità di avere due nidiate all’interno di una singola stagione. I maschi con la coda lunga arrivano prima durante la stagione riproduttiva e la lunghezza della coda del maschio è positivamente correlata al successo di acquisizione di una compagna e negativamente correlata alla durata del periodo pre-accoppiamento (Møller 1990); perciò la lunghezza della coda del maschio è un carattere morfologico soggetto a una forte selezione sessuale direzionale, perché indice di fitness dell’individuo. I benefici tratti dai processi di esaltazione dei caratteri nella selezione sessuale sono bilanciati dai costi in termini di selezione naturale; per questo solo i maschi di alta qualità saranno in grado di svilupparli. Un altro carattere oggetto di selezione sessuale è la simmetria dell’individuo, soprattutto di ali e coda. I maschi che presentano scarsa simmetria tendono ad avere un ridotto successo riproduttivo (Møller 1994). La rondine, insieme al 90% dei Passeriformi, è sempre stata considerata una specie monogama perché veniva studiata attraverso la semplice osservazione dei rapporti sociali. Il recente uso dei marcatori molecolari ha permesso un’attribuzione della paternità più accurata ed è stato dimostrato che il 33% delle nidiate presenta episodi di infedeltà e il 28% dei pulcini nascono da rapporti extra-coppia (Møller et al. 1997). Diversi studi, a volte discordanti tra loro, hanno cercato di comprendere quali siano i vantaggi che hanno permesso l’evoluzione e la conservazione di questo comportamento. Se i maschi giovano dall’avere un maggior numero di figli, le femmine devono fare i conti con un maggiore investimento parentale dato da una ridotta partecipazione del partner. È stato dedotto che l’infedeltà deve portare benefici indiretti alle femmine incrementando la fitness della prole. Uno dei motivi proposti è evitare l’inbreeding e l’annessa perdita di eterozigosità con deterioramento del pool genico della popolazione. In realtà gli effetti negativi diretti sono molto più forti degli effetti positivi indiretti (Arnqvist et al. 2005).
Estratto dalla tesi: Analisi di paternità nella Rondine (Hirundo rustica) attraverso l’impiego di marcatori molecolari