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Musica Sacra e Profana nel Purgatorio

Estratto della Tesi di Marco Bottamini

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dà la licenza ai passeggeri di scendere dalla navicella, come “la dossologia cantata alla fine di ogni salmo durante l'ufficio” 7 . Se questa lettura fosse veritiera, questa chiosa rivelerebbe come il vespero delle anime sua divenuto un'albata, raffigurando così il passaggio dalle tenebre alla luce, dalla schiavitù del peccato alla libertà, che è il significato portante del salmo 'In Exitu'. Peccato da cui un altro celebre navigatore, Ulisse, non è mai uscito. Il viaggio dell'antico marinaio non era benedetto dalla grazia divina, ma solo dalla ragione umana, da “virtute e canoscenza” 8 , e per questo era destinato a finire nel peggiore dei modi. L'intero episodio fa da contraltare all'arrivo del “vasello” sulle spiagge del Purgatorio: la fatica del viaggio contro la velocità e la leggerezza del vascello, la calma delle acque contro il “gorgo” che ha affossato la nave dell'antico eroe, il segno della croce che l'angelo nocchiero rivolge alle anime per benedire il loro percorso penitenziale contro l'oscurità eterna che attende l'uomo dal multiforme ingegno. Come è evidente, ci troviamo di fronte al primo esempio di performance musicale del Purgatorio. I pellegrini, infatti, cantano tutti insieme “ad una voce”, cioè all'unisono. Questo modo di cantare era tipico dei salmi cantati in chiesa. Questo stile di canto, chiamato monodia – dal greco, 'canto a una voce' – ci permette di capire alcuni punti fondamentali dell'argomento musicale in questa cantica: da una parte, è possibile comprendere che nel monte della purgazione la musica assume la sua forma terrena, quella che comunemente veniva – e viene tuttora – eseguita nel nostro mondo, sia nell'àmbito sacro, quello preponderante dato che qui le anime stanno espiando i loro peccati, perciò devono progressivamente avvicinarsi a Dio, e ciò sulla terra avviene con il canto sacro; canto che, peraltro, era ritenuto il più importante dalla società di allora, mentre il canto profano, il secondo àmbito musicale qui presente, era visto non solo in secondo piano, ma era anche ritenuto blasfemo, e nel Purgatorio sarà ostracizzato da Catone, come vedremo più avanti nell'analisi del testo, in quanto la “nuova legge” si è qui instaurata, e per questo il canto profano non può più avervi luogo. Altro indizio fondamentale che in questo canto la musica assume un valore fondante in questo mondo, è il paragone che Dante fa del “lume” - ossia dell'angelo – con il pianeta Marte. Leggiamo infatti (vv.13-18): Ed ecco qual, sorpreso dal mattino, per li grossi vapor marte rosseggia giù nel ponente sovra 'l suo marino, cotal m'apparve, s'io ancor lo veggia, 7 Cfr. AMILCARE IANNUCCI, Musica e ordine nella “Divina Commedia”, in GIAN CARLO ALESSIO e ROBERT HOLLANDER (a cura di), Studi Americani su Dante, Franco Angeli Libri, Milano 1989, pp. 87-111, p. 101. 8 Inf. XXVI 105. 8
Estratto dalla tesi: Musica Sacra e Profana nel Purgatorio

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Musica Sacra e Profana nel Purgatorio

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Bottamini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Giuseppe Ledda
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

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