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Cercando Itaca. L'itinerario dell'adolescente verso la configurazione della propria identità

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Noemi Beccaria Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 393 click dal 01/09/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Noemi Beccaria

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11 relazione, senza andare incontro a gravi conseguenze. Coloro che si sposano, invece, in parecchi casi divorziano dopo poco tempo. Eppure, in un passato non troppo remoto, diventare adulti significava divenire resilienti, capaci di compiere scelte definitive, di assumersi impegni e responsabilità nei confronti della propria famiglia e della società tutta. L’adulto era caratterizzato da due dimensioni precise: aveva una famiglia e un lavoro. Oggi non solo sono scomparsi i riti di passaggio, e il tentativo di individuare dei comportamenti giovanili sostitutivi non convince fino in fondo, ma anche le caratteristiche che fondavano l’adulto e lo differenziavano dal bambino sono molto imprecise e poco significative: si può avere un lavoro e vivere in famiglia, oppure andarsene di casa senza avviare una nuova famiglia. Il punto di passaggio si è esteso sempre di più e abbastanza rapidamente: se nella prima indagine sui giovani dello IARD, del 1983, venivano considerati giovani le persone comprese fra i 15 e i 25 anni, già dalla terza indagine l’età si estende fino ai 29, e poi ai 34, introducendo la categoria dei giovani adulti, e si parla di considerare in futuro gli «adulti giovani» fino ai 39 anni (Ribolzi, 2012, p. 21). La società post-moderna è perciò una società orfana di adulti. Paradossalmente, si è verificata un’infantilizzazione dell’adulto, il quale risulta essere affetto dalla cosiddetta “sindrome di Peter Pan”, e un’adultizzazione del bambino, al quale vengono richieste brillanti performance sportive, artistiche e scolastiche. Inoltre, l’adultizzazione del bambino pare essere conseguente al venir meno della distinzione tra le posizioni di one-up e one-down, che dovrebbero caratterizzare ogni relazione educativa. Essa, infatti, è una relazione asimmetrica e, in quanto tale – come sottolinea il quinto assioma della comunicazione – deve avere come presupposto la diseguaglianza di status tra gli individui. Lo psicologo Paul Watzlawick ha individuato alcuni enunciati che possono essere ritenuti veri per ogni processo comunicativo. Si tratta dei cosiddetti cinque assiomi della comunicazione. Il primo afferma che non si può non comunicare. Infatti, anche nel caso in cui un individuo desiderasse non comunicare alcunché, tale rifiuto esprimerebbe comunque un messaggio, ovvero la volontà di non comunicare.
Estratto dalla tesi: Cercando Itaca. L'itinerario dell'adolescente verso la configurazione della propria identità