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Il Medio Oriente: Dalla crisi dell'Impero Ottomano ai Regimi Post-Coloniali come focus sull'Egito

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Studi Orientali

Autore: Nabila aly abotaleb El Melegy Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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Estratto della Tesi di Nabila aly abotaleb El Melegy

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6 Oman, Yemen, Bahrein, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti). 10 In questa trattazione, la definizione di Medio Oriente seguita è essenzialmente quella di Raymond Hinnebusch e di George Friedman. 11 2. Dall’Impero Ottomano all’ordine coloniale Il Medio Oriente è forse la regione del Pianeta che forse è stato maggiormente plasmato dalla guerra nell’ultimo secolo, segnatamente nel periodo della Guerra Fredda (che però in Medio Oriente, come del resto in Asia, è stata molto “calda”). A questo riguardo va rilevato che sono parte di questa regione i due più vecchi focolai di guerra del nostro tempo: la fondazione di Israele, a spese dei palestinesi, e il petrolio nel Golfo. Le tante guerre che ne sono derivate si sono alimentate reciprocamente, come nell’embargo petrolifero del 1973 scatenato dalla guerra arabo-israeliana scoppiata in quell’anno, creando fonti d’instabilità per il sistema internazionale nel suo insieme. Ma per comprendere la struttura di questo “sistema regionale” del periodo della Guerra Fredda è necessario tracciare la struttura nella fase ottomana e in quella coloniale, quest’ultima – come vedremo - imposta dalle potenze europee, segnatamente dalla Francia e dal Regno Unito. 10 Per una introduzione generale a questo tema, utili sono stati E. Brighi, F. Petito (a cura di), Il Mediterraneo nelle relazioni internazionali, Vita e Pensiero, Milano, 2009, e F. Mazzei, World Politics. Appunti e riflessioni sulla politica internazionale, L’Orientale Editrice, Napoli, 2010. Va rilevato che la confusione “vicino/medio oriente” non si propone per le aree "vicino-orientali" d'età antica (cioè precedenti alla conquista araba) per le quali il mondo accademico ha adottato l'espressione universalmente attestata di "Vicino Oriente antico". 11 Hinnnesch, R. La politica internazionale in Medio Oriente, cit.; Friedman, G. The Next Deacade, Empire and Republic in a Changing, World Paperback, New York, 2012 Il tema principale del libro di Friedman è come i presidenti degli Stati Uniti nel corso nel secondo decennio del XXI secolo dovrebbero controllare il balance of power nelle varie regioni del mondo: in pratica, non attraverso interventi militari diretti ma perseguendo una strategia di “contro bilanciamenti interni” ai singoli sub-sistemi regionali: ad esempio, nell’Area estremorientale la crescente potenza della Cina dovrebbe essere controbilanciata dal Giappone... Per quanto riguarda specificamente l’area di nostro interesse, secondo Friedman, come vedremo, gli USA dovrebbero cercare ripristinare equilibri distrutti dagli interventi americani nella regione dopo l’11 Settembre (Guerra in Afghanistan del 2011 e Seconda Guerra del Golfo del 2013). In concreto egli ritiene che gli USA dovrebbero disimpegnarsi almeno in parte da Israele, che egli considera strategicamente ormai sicuro, e nel contempo fare una accommodation con l’Iran (eventualmente da controbilanciare poi con la Turchia). E’ appena il caso di rilevare che questo è quanto il Presidente Obama sta facendo verso la fine del suo secondo mandato.
Estratto dalla tesi: Il Medio Oriente: Dalla crisi dell'Impero Ottomano ai Regimi Post-Coloniali come focus sull'Egito