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Risposte immunitarie nei vertebrati ectotermi: attività cellulari e molecolari di leucociti del Teleosteo Dicentrarchus labrax

Estratto della Tesi di Catia Marozzi

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Introduzione 3 Tali geni sono espressi ed attivi solo nei linfociti immaturi appartenenti alla linea differenziativa B e T. Si parla di ricombinazione V(D)J poiché ciascuna regione variabile dei domini Ig è codificata da più di un segmento genico. Nel caso specifico degli anticorpi, la regione V delle catene leggere è codificata da una sequenza di DNA assemblata da due segmenti genici distinti in V e J (Joining), mentre la regione V delle catene pesanti è codificata da una sequenza di DNA assemblata da tre segmenti genici, il segmento V, segmento J e il segmento D (diversity). Il grande numero e l’unione combinatoria dei segmenti genici V, J e D dà un contributo sostanziale alla diversità anticorpale. Le proteine RAG, oltre a mediare il processo di ricombinazione sito specifica e a condividere meccanismi simili con il processo d’integrazione ed escissione di elementi trasponibili, sembrano anche avere l’abilità di trasporre segmenti contenenti sequenze segnale di ricombinazione prodotti da un DNA target in vitro (Fugmann et al., 2000). Diversi studiosi hanno ipotizzato che gli eventi, che probabilmente hanno catalizzato l’esplosione della generazione di un’immunità combinatoria (Fig. 2), furono il trasferimento orizzontale di geni da microbi e/o funghi, consentendo la ricombinazione sito-specifica del DNA. Poiché i retrovirus sono largamente conosciuti per inserirsi nei cromosomi dei Mammiferi e poiché residui di retrotrasposoni sono stati ritrovati nei genomi dei deuterostomi inferiori, squali, tartarughe, polli nonché nei pesci Teleostei, essi potrebbero aver giocato un ruolo in questa transizione. Tuttavia anche i trasposoni, capaci di modificare direttamente il DNA, potrebbero aver avuto un ruolo nella generazione dell’immunità combinatoria (Craig, 1995; Finnegan, 1992). Thompson fu il primo a riconoscere che il cluster riguardante RAG 1 e RAG 2 somigliasse ad un trasposone separato, suggerendo un’origine trasposonica per questi geni (Thompson, 1995). Probabilmente la nascita del sistema immunitario adattativo avvenne quando un gene della superfamiglia Ig (IgSF), del tipo variabile (V), fu invaso da un elemento trasponibile contenente geni RAG1 e RAG2 (Bernstein et al., 1996; Agrawal et al., 1998). Questo evento innovativo, che aumentò grandemente la diversità del recettore, deve essere stato cruciale per il sistema immunitario adattativo, anche se non fu veramente l’elemento innescante. Ci sono alcuni membri della superfamiglia Ig degli invertebrati che hanno caratteristiche dei geni V delle Ig o TcR, che potrebbero essere connessi al gene ancestrale invaso dal trasposone (Van den berg et al., 2004). Membri delle IgSF, che sono state identificate nel baco da seta, sembrano avere funzione d’immuno- difesa. Un’altra interessante famiglia di diverse molecole IgSF, fibrinogen-related proteins (FREPs), contenente domini Ig, è stata trovata nelle lumache.
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Risposte immunitarie nei vertebrati ectotermi: attività cellulari e molecolari di leucociti del Teleosteo Dicentrarchus labrax

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Informazioni tesi

  Autore: Catia Marozzi
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Dottore di ricerca in Genetica e Biologia Cellulare
Anno: 2013
Docente/Relatore: Giuseppe Scapigliati
Correlatore: FrancescoBuonocore
Istituito da: Università degli Studi della Tuscia
Dipartimento: DIBAF
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 194

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Parole chiave

acquacoltura
sistema immunitario
vertebrati
clonaggio
teleostei
cd45
corecettore
spigola
dicentrarchus labrax

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