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L'impulsività del consumatore nell'offline retail: il caso Tiger

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Roberta Signorino Gelo Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 359 click dal 14/09/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Roberta Signorino Gelo

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9 1.3 PRENDERE SUL SERIO I CLIENTI ATTRAVERSO LE DECISIONI DI MARKETING 1.3.1 L’IMPRESA ORIENTATA AL MARKETING Diverse sono le forme che possono assumere le relazioni tra l’impresa e il mercato; a seconda dei contesti competitivi, delle turbolenze ambientali e delle caratteristiche della domanda infatti si configurano degli orientamenti da parte dell’impresa che necessariamente si riflettono nei suoi assetti organizzativi e stili direzionali. In presenza di un mercato con forte eccesso di domanda in cui si presenta un ambiente statico ad esempio, l’impresa, riuscendo a piazzare interamente il proprio output, sarà orientata a ridurre i costi e a raggiungere l’efficienza produttiva attraverso opportune economie di scala; essa sarà pertanto orientata alla produzione. Vi sarà invece un orientamento al prodotto quando si punta alla creazione di un vasto portafoglio di prodotti con conseguenti migliorie tecniche. Il comportamento del consumatore è qui tuttavia ancora del tutto lontano dall’essere contemplato e incluso nella determinazione delle politiche e si parla a tal proposito di “miopia del marketing” (Levitt, 1960). Solo attraverso un orientamento alle vendite il consumatore inizia ad assumere un ruolo rilevante: l’impresa qui risponde alle esigenze di un ambiente più dinamico e pone come primo obiettivo il piazzamento dei prodotti sul mercato; si cerca a tal proposito di stimolare l’affioramento di bisogni latenti con conseguenti implementazioni di campagne di comunicazione commerciali. Tuttavia, non si pone ancora il consumatore e il suo comportamento al centro delle politiche di vendita, pertanto viene solo preso in considerazione l’atteggiamento post-acquisto. È solo attraverso l’orientamento al marketing che per la prima volta l’impresa considera in prima linea l’atteggiamento e i bisogni del consumatore per porre in essere la propria strategia: questo modello è oggi l’unico in grado di sopravvivere all’interno di un mercato turbolento e caratterizzato da un’aspra concorrenza (prototipo oggi molto diffuso) tramite la collocazione di un’offerta che non abbia l’obiettivo di convincere il consumatore ad acquistare i prodotti dell’impresa ma che sia creata sulle sue preferenze (l’insieme di queste vanno poi a comporre la domanda di mercato). L’attenzione è inoltre rivolta anche all’implementazione di aspetti immateriali e sussidiari quali servizi post-vendita e garanzie che permettono la fidelizzazione del cliente.
Estratto dalla tesi: L'impulsività del consumatore nell'offline retail: il caso Tiger