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La repressione penale del riciclaggio

Estratto della Tesi di Francesco La Mattina

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La repressione penale del riciclaggio Tesi di Laurea di Francesco La Mattina -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 15 Proprio la fase del reinvestimento finale, nel mercato lecito, dei capitali di provenienza criminosa è, infatti, carica di pericolo per i risparmiatori onesti. Non esiste modo, per un’impresa od esercizio commerciale che si reggono sui faticosi guadagni del proprio lavoro, o sul denaro preso a prestito dal sistema bancario, di reggere la concorrenza (sleale) con un’analoga impresa od esercizio finanziati con il fiume di denaro liquido, a costo bassissimo, che proviene dall’economia criminale (ad es., dallo spaccio di stupefacenti) 14 . In questo senso il bene tutelato, piø che nell’economia pubblica o nell’ordine economico in senso classico, può essere identificato nel risparmio-investimento, il quale è un bene giuridico, ad un tempo di interesse individuale e collettivo, che richiede una tutela “dinamica”. Infatti, ciò che appare necessario per salvaguardare il diritto al risparmio del singolo (e con esso l’economia pubblica) non è l’eliminazione di qualsiasi rischio (dato che un certo grado di rischio è immanente al sistema del libero mercato), ma la 14 Secondo PECORELLA, op. cit., 1221 ss., al disvalore del reato di cui all’art. 648 bis C.P. partecipa la quantità dell’arricchimento, il che porterebbe alla totale scomparsa del diritto penale dell’offesa: di fronte alle aggressioni al sistema economico cagionate dal fatto stesso dell’illecito arricchimento, pericoloso in quanto possibile fonte di ulteriori reati contro l’economia, cui è quasi indifferente il corrispettivo impoverimento di altri, sarebbe evidente il passaggio da un diritto penale dell’offesa ad un diritto penale del profitto. AZZALI, op. cit., 429 ss., critica questa interpretazione, rilevando che si rischia in tal modo di trasformare il riciclaggio in una ipotesi di pericolo presunto, in un mero reato ostacolo, che punirebbe l’arricchimento illecito per il pericolo in esso insito di danneggiare l’economia. Se Pecorella ritiene che scopo della norma sia punire il ritorno del bene nella disponibilità dell’autore del reato base (vale a dire l’arricchimento, il profitto), Azzali rileva che la clausola di esclusione contenuta nell’art. 648 ter C.P. implica una omogeneità fra questo reato, il riciclaggio e la ricettazione, omogeneità che l’Autore rintraccia nella comunanza di oggetto giuridico: con gli art. 648, 648 bis, 648 ter C.P. “in sintesi, si tutelano i medesimi interessi offesi dal reato presupposto, con riferimento al passato, colpendone l’ulteriore e definitivo pregiudizio rappresentato dalla messa in circolazione, o dall’occultamento o dall’impiego del suo oggetto materiale da parte di un soggetto diverso dall’autore di tale reato; con riguardo al futuro, prevenendone l’aggressione, con la prospettiva di un difficile utilizzo, mediante trasferimento ad altri, del prodotto del reato”. Azzali ravvisa il coefficiente di pericolosità del riciclaggio per l’economia, ma cerca di ricondurlo nell’ambito del tradizionale diritto penale dell’offesa.
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Informazioni tesi

  Autore: Francesco La Mattina
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giovanni Fiandaca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 117

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