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I caratteri della presenza dell'Islam a Palermo nel medioevo

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Veronica Sardo Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 135 click dal 22/09/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Veronica Sardo

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15 governatori dell'isola e principi ʽaġlabiti, notevoli furono le pratiche diplomatiche soprattutto nell'ultimo secolo della dominazione bizantina, ma ben presto i musulmani infransero il patto, approfittando del periodo di crisi del governo bizantino. Il mite e diligente ʽAġlab però pensò bene che l'accordo lo avrebbe più giovato assicurandosi un posto saldo nel commercio in Sicilia, si arrivava dunque ad un armistizio della durata di dieci anni firmato con Costantino, ma tale tregua non era destinata a durare a lungo, infatti a causa di movimenti contro Ibrāḥīm compiuti in Africa dagli idrisiti, flotte aghlabite e cristiane si scontrarono accidentalmente. Abu al ʻAbbas figlio di Ibrāḥῑm organizzò un grande armamento, tanto da preoccupare l'imperatore di Costantinopoli Michele Primo a raggruppare anch'essi una flotta imponente, nonostante ciò i musulmani si assicuravano il passaggio tra le isole minori di Lampedusa, Ponza, fino a Civitavecchia. In questo contesto Abū ʼal ʼAbbas rassicurava il patrizio di Sicilia della tregua, con l'invio di ambasciatori. Riassestato il patto si assicurava un flusso commerciale tra i due paesi del Mediterraneo, il patto fu promulgato dai notabili a Kairwan, un patto dal valore profondo che permetteva di superare le divergenze e le ostilità per la differenza di lingua e cultura. 16 La Sicilia successivamente fu aperta da una guerra militare, numerose sono le cronache che si sono occupate della storia dell'isola saracena. Tenendo in considerazione quelle degli scrittori Nuwayrī e Ibn al ʼAṯir 17 , si racconta che il patrizio siciliano Costantino fu proposto dal re dei rūm, costui a sua volta nominò capo dell'armata Eufemio sempre d'origine pelasgica, il quale a cause delle sue razzie nelle coste africane gli fu tolto il comando. Il tutto sfociò, successivamente in una battaglia a Siracusa tra quest'ultimo e le schiere di Costantino, Eufemio ebbe la meglio e fu proclamato imperatore. Ma la strada non era spianata del tutto due governatori delle provincie siciliane entrarono a Siracusa contro il nuovo imperatore, devastarono il suo esercito e lo costrinsero alla fuga. In questo contesto la guerra civile sfiorava appena lo stato ʽaġlabite, e protagonista in questo periodo 16 Michele Amari, Storia dei musulmani di Sicilia, op.cit. vol. I., pp. 224-230. 17 Al Nuwayri (1279-1333) storico ed enciclopedista egiziano della famiglia dei Banu Bakr, la sua opera più importante fu l’enciclopedia intitolata Nihāyat al-arab fī funūn al-adab. (Il fine della persona intelligente nelle arti dell’adab) preso in esame da Michele Amari. ʽAli Ibn al ʼ athir (1160- 1233) storico musulmano di origine curda, realizzò il capolavoro al-Kāmil fī l-ta'rīkh (La perfezione nella storia).
Estratto dalla tesi: I caratteri della presenza dell'Islam a Palermo nel medioevo