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Immigrazione in Italia, regolazione e seconde generazioni

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Rimerici Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 108 click dal 12/10/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Chiara Rimerici

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8 inflazionistica che ha fatto tremare l'economia mondiale, provocando una profonda depressione nei paesi maggiormente sviluppati. Da questo momento in poi si può definire conclusa la fase “aurea” di sviluppo economico avvenuta nel corso degli anni sessanta. Di colpo, la richiesta di lavoro non solo si è bloccata, ma i lavoratori immigrati hanno iniziato a essere considerati presenze sgradite. L'insieme di questi fattori ha indotto un forte cambiamento nei ritmi e nelle prospettive di sviluppo dei paesi del Terzo mondo (Flores, De Bernardi, 2004). Il 1973 ha assunto quindi il ruolo di anno chiave dei cambiamenti, in quanto sono state rivoluzionate le dinamiche economiche e socio-politiche che permanevano dall'inizio del secolo. Le mete dei flussi migratori sono cambiate e nel 1973 per la prima volta nella storia italiana si è registrato un leggerissimo saldo migratorio positivo: 101 ingressi ogni 100 espatri. Questo fenomeno è stato giustificato in parte dal rientro in patria di molte persone emigrate costrette a lasciare i paesi che le ospitavano a causa della crisi e in altra parte dalla tendenza che a partire da quel momento si sarebbe affermata fino ad arrivare alla situazione odierna. L'Italia è stata, infatti, una delle poche nazioni europee ad adottare una politica delle “porte aperte”, mantenuta fino ad anni recenti. I dati mostrano al primo gennaio 2010, che il 7,1 % della popolazione italiana è costituito da stranieri (Istat, 2010). Possiamo quindi identificare il 1973 come l'anno che ha segnato l'inversione di tendenza e a partire dal quale l'Italia si è trasformata dapprima in modo graduale e poi sempre più accelerato da paese di emigrazione per eccellenza a meta di consistenti immigrazioni. Una vicenda che ha avuto un ruolo rilevante nel plasmare i processi migratori dall'Africa verso i paesi del Sud Europa è stata la Convenzione di Lomè. Firmata il 28 febbraio 1975 tra i paesi della CEE e 58 stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, era destinata a dare vita ad un nuovo assetto economico mondiale, con lo scopo di regolare le azioni commerciali e la cooperazione tra paesi in via di sviluppo e paesi industrializzati. Nonostante abbia salvaguardato i diritti dei paesi sottosviluppati nello scambio delle merci e nella tutela dei diritti umani, ed intendesse avviare l'auto sostentamento dei paesi coinvolti, ha suscitato molte critiche. È stata accusata di creare una maggiore dipendenza di questi stati nei confronti dell'Occidente. Allo stesso tempo, però, ha costituito anche il primo passo verso la politica delle “porte aperte” che ha interessato anche l'Italia.
Estratto dalla tesi: Immigrazione in Italia, regolazione e seconde generazioni