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Modificazioni corporee: una questione transculturale. Strategie di prevenzione e di educazione per la promozione del benessere e della salute nei giovani

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Maria Stella Paladin Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 127 click dal 12/10/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Maria Stella Paladin

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22 Riguardo al corpo dice Jean Paul Sartre (1905-1980): nascita, passato, contingenza, necessità di un punto di vista, condizione di fatto di ogni azione possibile, tale è il mio corpo, tale esso è per me. Esso è […] una struttura permanente di possibilità della mia coscienza come coscienza del mondo e come progetto trascendente verso il mio futuro […]. La mia nascita in quanto condiziona il modo in cui gli oggetti si disvelano per me (come oggetti di lusso o soltanto come oggetti di prima necessità), la mia razza, in quanto è indicata dall’atteggiamento altrui verso di me (sprezzante, fiducioso o diffidente), la mia classe, la nazionalità, la struttura fisiologica, del mio carattere, il mio passato, in quanto tutto ciò che ho vissuto è indicato come il mio punto di vista sul mondo dal mondo stesso; tutto questo è il mio corpo; il mio corpo è la forma contingente che assume la necessita della mia contingenza. 31 Quindi la modificazione del proprio corpo può essere considerata un atteggiamento, che nasce come spinta interna oppure come impulso dall’esterno. In particolare può avere lo scopo di aiutare la persona a superare una difficoltà, una sofferenza: affronto una sofferenza con la sofferenza (funzione strumentale). Oltre a rinforzare la propria autostima e l’autoefficacia: migliorando l’aspetto fisico migliora la propria considerazione di sé, l’immagine di sé che il giovane ha o vorrebbe avere, oltre alle emozioni. Permette anche di comunicare l’avvenuta maturazione, il raggiungimento di una tappa nel proprio percorso di crescita (funzione di promozione ed espressione del sé). In altri casi queste pratiche rappresentano solo una fantasia che origina dall’esperienza indiretta. 32 Inoltre tra le esigenze che il soggetto esprime mediante il corpo sembra esserci quella di appartenenza. Infatti l’atto di segnare o marchiare il proprio fisico gli permette di sentire che quel corpo è parte di sé, gli appartiene. Infatti essere unità significa avere la consapevolezza di sé e di abitare (in) un corpo, che riceve stimoli di ogni genere e da più realtà, specie quella virtuale in cui oggi siamo immersi, anzi dalla quale siamo sommersi. Con il corpo la persona si presenta agli altri come realtà e parla di sé: delle proprie opinioni, delle credenze, degli atteggiamenti, delle scelte. Il sé abita il corpo ed è frutto di un’esperienza corporea, che viene rappresentata mediante le pratiche di modificazione corporea. Quando un professionista tenta una comprensione del fenomeno delle manipolazioni corporee, deve, perciò, tenere conto della complessità del sistema corpo, che non è mera 31 Cit. in C. Xodo, Oltre il segno. Piercing e tatuaggi negli adolescenti, Franco Angeli, Milano, 2010, pp. 63-64. Vedi anche J. P. Sartre, L’être et le néant, Gallimard, Paris, 1943. 32 Cfr. C. Xodo, Oltre il segno. Piercing e tatuaggi negli adolescenti, Franco Angeli, Milano, 2010, pp. 126-136.
Estratto dalla tesi: Modificazioni corporee: una questione transculturale. Strategie di prevenzione e di educazione per la promozione del benessere e della salute nei giovani