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I Mesi del Buonconsiglio

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Anna Schergna Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 227 click dal 27/10/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Anna Schergna

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La figura di Giorgio di Liechtenstein apre una stagione inedita per la politica e per l’arte del Trentino. Il principe vescovo si impone subito come una figura unica per modernità, intende introdurre a Trento il ricordo delle sue importanti cariche viennesi, e con esse il clima cosmopolita che ben conosce. Sul finire del 1300 ristruttura diversi spazi, principalmente nel corpo orientale, dove si trovano gli appartamenti vescovili, apre finestre a croce per dare maggiore luminosità al complesso, mette in opera raffinati soffitti. Documenti del 1401 e del 1402 segnalano la redazione in locali appena modificati, «in stuba nova magna, in stuba magna nova inferiori.» 11 Dal castello un nuovo corridoio lungo le mura conduce alla cosiddetta Torre Falco, successivamente affrescata, e quindi a Torre Aquila, rialzata e resa in parte privata. Nella sala al secondo piano troviamo il ciclo dei Mesi, affrescato molto probabilmente, come vedremo nei prossimi capitoli, da quel Maestro Venceslao documentato in città in stretto rapporto con il vescovo nel 1397, legato all’ambito di provenienza di Giorgio stesso, verosimilmente autore anche dei frammentati affreschi al terzo piano della stessa torre. Gli affreschi dei Mesi vengono terminati non oltre il 1407, anno in cui l’insurrezione popolare dei trentini, appoggiati dal duca Federico IV d’Austria, interrompe bruscamente il sogno di restaurazione e mondanità di Giorgio. La biblioteca e molti dei suoi oggetti preziosi sono asportati, e i cittadini riescono a far riconsegnare alla città parti delle mura. Il principe viene prima imprigionato e poi allontanato da Trento. L’impresa neofeudale di Giorgio pone comunque la città in una posizione accentrata di progresso culturale unica per Trento, che nel secolo XIV compete artisticamente con Bolzano, dove in quegli anni si aprono numerosi cantieri, primo su tutti quello del maestoso coro poligonale della Parrocchiale. Il clima cortese ideato da Giorgio con il ciclo dei Mesi di Torre Aquila trova paralleli in quegli anni nel castello di Runkelstein, in quello oggi pressoché scomparso di Leuchtenburg, presso Caldaro, nei castelli Wendelstein e Schrofenstein di Bolzano e in numerosissime altre corti dell’arco alpino. Possiamo pensare che la committenza di Giorgio abbia un centrale ruolo di stimolo; documentati sono i contatti del Principe Vescovo con molti aristocratici locali, che indubbiamente influenza. 
 Castelnuovo, Di Macco, Bellabarba, Lupo, Rossi, Bacchi, Passamani 1995 p. 16 11 10
Estratto dalla tesi: I Mesi del Buonconsiglio