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Le interpretazioni del cannibalismo in antropologia

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fulvia Randisi Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 69 click dal 17/11/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Fulvia Randisi

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Numerosi sono i racconti europei che descrivono questa fase buia della conquista del Messico. Tra questi cronisti che operarono nel „500 si possono ricordare: Francisco de Aguilar che focalizzò la sua attenzione sul significato delle guerre azteche finalizzate ad imprigionare nemici per poi cibarsene; Bernal Dìaz del Castillo che racconta di essere riuscito a vedere di persona episodi di antropofagia e descrive minuziosamente i coltelli di quarzo e ossidiana usati per strappare il cuore dal corpo delle vittime; Bernardino de Sahagùn precursore, come vedremo, di uno sguardo di tipo antropologico e, infine, Diego Duran monaco domenicano nato in Spagna nel 1537 circa che visse in Messico a partire dall‟età di cinque anni e si occupò della redazione di un‟opera dal titolo Historia de las Indias de Nueva Espaňa e Islas de Tierra Firme, redatta tra il 1576 ed il 1581. La sua scrittura mostra la posizione ibrida dell‟autore che da un lato, come si confaceva ad un cristiano che si adoperava nella sua missione di evangelizzazione, tende ad imporre la religione cristiana estirpando alla radice il paganesimo indiano; dall‟altro afferma che per riuscire nell‟impresa di cristianizzazione è necessario conoscere il paganesimo da sradicare. È proprio per tali motivazioni che Duran rimprovera a coloro che avevano bruciato i libri antichi dei popoli da evangelizzare di aver reso ben più complesso il lavoro di evangelizzazione da lui promosso. Come scrive lo stesso autore nella sua Historia (I, Introduzione): «Ci hanno lasciato senza una luce che ci guidi; in questo modo, gli indiani adorano gli idoli alla nostra presenza, e noi non comprendiamo nulla di quanto avviene nel corso delle loro danze, nei loro mercati, nei loro bagni pubblici, nei loro canti, nei loro pasti e banchetti» (Todorov 1992: 247-248). Nel momento in cui si verrà a conoscenza dell‟idolatria indiana e di tutte le forme in cui essa si palesa sarà allora possibile estirparla in maniera radicale ed assoluta con una conversione totale evitando ciò che Duran temeva più di tutto ovvero che gli indiani innestino segmenti della loro antica religione nelle pratiche cristiane (cfr. Todorov 1992: 249). L‟opera di Duran presenta inoltre un contributo innovativo che risiede nel suo tentativo, ritengo riuscito, di presentare delle analogie tra la cultura amerindiana e quella europea al fine di rendere intellegibile una realtà che agli occhi dell‟Europa era enigmatica e poco accessibile. Egli trova così notevoli punti di contatto anche in campo religioso. Si prenda ad esempio la 12
Estratto dalla tesi: Le interpretazioni del cannibalismo in antropologia