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Correlazione tra parametri funzionali tumorali determinati con esame PET/TC e outcome in pazienti con carcinosi peritoneale primitiva da carcinoma epiteliale dell'ovaio

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Rosj Gallicchio Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1115 click dal 29/11/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Rosj Gallicchio

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e a un’età più giovane (Fig.2). Nettamente migliore rispetto alle forme invasive è sicuramente la prognosi, con una sopravvivenza a 5 anni nello stadio I (che comprende il 75-85% di questi tumori) superiore al 95%. Sono tumori perlopiù costituiti da forme sierose e mucinose, mentre sono rare le forme endometrioidi,a cellule chiare e di Brenner. Il tumore borderline di tipo sieroso è bilaterale nel 25- 50% dei casi; la percentuale scende negli altri tipi istologici. Un aspetto caratteristico dei tumori ovarici borderline è la presenza, in più del 30% dei casi, di impianti peritoneali borderline analoghi al tumore ovarico primitivo, oppure invasivi. Se questi impianti rappresentino delle metastasi del tumore primitivo oppure siano la manifestazione di lesioni multifocali del peritoneo non è ancora del tutto chiaro, anche se i dati della letteratura indicano come possibilità più probabile l’origine multifocale. Un ampio studio retrospettivo ha dimostrato che lo stadio precoce, l’istologia sierosa e l’età < 40 anni si associano ad una migliore prognosi. Come emerge dalla quasi totalità della letteratura, negli stadi iniziali di malattia (I-II), quando è desiderabile mantenere la capacità riproduttiva, è considerato adeguato un trattamento chirurgico conservativo. Negli altri casi la chirurgia primaria raccomandata è la stessa delle forme invasive. Nelle pazienti con malattia avanzata (stadio III) è consigliata una chirurgia radicale, sebbene, in casi selezionati, sia possibile anche in questa condizione considerare una chirurgia conservativa. Sia per gli stadi iniziali che per quelli con malattia residua c’è scarsa evidenza che la chemioterapia e/o la radioterapia, somministrate dopo la chirurgia, possano migliorare la prognosi di questi tumori. Non esistono comunque studi randomizzati che abbiano valutato l’efficacia di una terapia adiuvante o per malattia residua, ma solo studi prospettici o retrospettivi (35) . 20
Estratto dalla tesi: Correlazione tra parametri funzionali tumorali determinati con esame PET/TC e outcome in pazienti con carcinosi peritoneale primitiva da carcinoma epiteliale dell'ovaio