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L'Equilibrio Educativo nel Triangolo Genitori / Figli / Sport

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Eugenio Monaci Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 58 click dal 09/05/2018.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Eugenio Monaci

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L'Equilibrio Educativo nel Triangolo Genitori/Figli/Sport Eugenio Monaci significative analogie con la scuola. 3 Se l'insegnante o la maestra è una persona preparata e equilibrata, il genitore non cerca d' intromettersi nel suo lavoro, anche perché se lo facesse non solo ricoprirebbe un ruolo che non è il suo, quello della didattica, ma sminuirebbe la figura dell'insegnante agli occhi del bimbo procurandogli confusione. Stessa cosa dovrebbe valere per un'attività sportiva, l'allenatore dovrebbe sostituire il genitore per tutto l'arco di tempo dedicato allo sport. L'allenatore/istruttore dovrebbe diventare l'unica figura adulta per quell'arco di tempo, e il suo lavoro dovrebbe avere il pieno consenso da parte dei genitori. In alcune situazioni, come durante l'attività scolastica, oppure durante una visita o intervento medico, la presenza dei genitori non è assolutamente richiesta: i genitori affidano completamente il proprio figlio nelle mani di un soggetto più competente di loro nell'ambito specifico, sia perché non possono essere d'aiuto nel merito sia perché la loro presenza potrebbe nuocere, anche gravemente, all'equilibrio del proprio figlio. Il Prof. Andrea Canevaro, nel suo saggio “Le logiche del confine e del sentiero. Una pedagogia dell'inclusione (per tutti, disabili inclusi)” 4 introduce a questo proposito il concetto di “Ossimoro della Delega Paradossa”, che risulta particolarmente utile in questa trattazione: “Sembra che una società complessa fondi un gran numero di interscambi fondati sulla delega. La dega è formalizzata quando viene compiuta attribuendo ad altri un compito che sarebbe proprio del soggetto che delega. È quindi evidente che chi attribuisce il compito ritiene necessario riportare a sé il risultato. Non è quindi un affidare senza ritorno: è un compito che ha il più delle volte una necessità di competenza tecnica. Se un cittadino qualsiasi si affida a un meccanico per la riparazione della sua automobile, pur senza avere in mente il termine delega, pratica questa azione: delega, per esempio, al meccanico le ragioni di un guasto perché le individui, perché lo ripari e riconsegni l'automobile in buone condizioni. È scontato che, riparato il danno non devono essercene di nuovi. Il meccanico ha un'implicita delega per la riparazione e la conservazione. Nel termine delega vi è l'ossimoro contenuto nell'espressione delega paradossa: si allontana per riavvicinare un oggetto. Il soggetto stesso potrebbe delegare, in certe situazioni, un oggetto particolare – se stesso, la propria salute - a qualcuno a cui attribuisce le competenze giuste per potere compiere qualcosa che il soggetto non sa compiere. Molte professioni sono fondate sulla presunta competenza che permette di delegare un'azione che rimane sconosciuta in molti aspetti al soggetto stesso. Per fare esempi di banale quotidianità, mal di denti richiama il dentista. Un soggetto che ha mal di denti si affida, ovvero delega, al dentista la propria persona. Il dentista potrebbe trovare un o una cliente che suggerisce o presume di sapere con precisione dove è il male, anche volendo indicare quali sono le azioni per ridurlo o annullarlo. Il cliente potrebbe avere avuto altre esperienze ed è più che legittimo che esprima il suo sapere dovuto all'empiria, all'aver già sofferto di mal di denti. Avendo a che fare con un dentista che non conosceva, racconta e suggerisce, richiede, vuole dirigere le operazioni. Il dentista deve assumere queste informazioni senza diminuire la sua competenza tecnica 3 Bryant J. Cratty & Robert E. Pigott, “Psicologia dello sport”, Società di stampa sportiva, Roma 1988. 4 Andrea Canevaro, “Le logiche del confine e del sentiero. Una pedagogia dell'inclusione (per tutti, disabili inclusi)”, Edizioni Erickson, 2006. Collana Professione Insegnante 6
Estratto dalla tesi: L'Equilibrio Educativo nel Triangolo Genitori / Figli / Sport