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La protezione internazionale delle donne dagli atti di tortura

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandro Toran Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 336 click dal 14/12/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Alessandro Toran

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8 che << tortura costituisce un’aggravata e deliberata forma di pena o trattamento crudele, inumano degradante >> . La Convenzione contro la tortura << contiene una definizione dettagliata di tortura, e questo in sé rappresenta un passo avanti importantissimo, perché altrimenti gli Stati aguzzini potrebbero trincerarsi dietro le ambiguità delle norme e pretendere che quel che essi fanno non è tortura, ma qualcosa di diverso >> 6 . Affinché possa essere applicata la Convenzione è necessario che concorrono un insieme di elementi. Il primo elemento è l’intenzionalità di chi commette l’atto di tortura. Bisogna però comprendere quando il dolore o la sofferenza, fisica o mentale, inflitta possa essere ritenuta tortura o semplicemente un atto non classificabile come tortura, ovvero vanno distinti i casi di pura negligenza da quelli di intenzionale tortura 7 . Sul punto fornisce un valido chiarimento il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura 8 secondo il quale: << a detainee who is forgotten by the prison officials and suffers from severe pain due to the lack of food is without doubt the victim of a severe human rights violation. However, this treatment does not amount to torture given the lack of intent by the authorities. On the other hand, if the detainee is 6 A. CASSESE, I diritti umani oggi, 2005, pp. 178 – 179. 7 A. HATHAWAY , A. NOWLAN & J. SPIEGEL, Tortured reasoning: the intent to torture under International and domestic law, in Yale Law School Legal Scholarship Repository, 2012, p. 799. 8 Il Relatore speciale sulla tortura è stato istituito dalla Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani, con la Risoluzione 1985 / 33 con il compito di esaminare le questioni concernenti la tortura. Il mandato è stato esteso per 3 anni dal Consiglio per i diritti umani con la Risoluzione25 /13 marzo 2014. Esso copre tutti i paesi, indipendentemente dal fatto che uno Stato ha ratificato la CAT. Il mandato comprende tre attività principali: 1) trasmettere appelli urgenti agli Stati per quanto riguarda gli individui che rischiano di essere sottoposti a tortura, così come le comunicazioni su presunti casi passati di tortura; 2) effettuare visite nei paesi; 3) presentare delle relazioni annuali sulle proprie attività, sul mandato e sui metodi di lavoro al Consiglio per i diritti umani e all'Assemblea Generale.
Estratto dalla tesi: La protezione internazionale delle donne dagli atti di tortura