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Logicità, permanenza e peculiarità del consumismo: aspetti antropologici e meccanismi psicologici

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Giovanni De Lorenzo Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 253 click dal 14/12/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giovanni De Lorenzo

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12 1.2 PUNTO DI VISTA ANTE-PRODUZIONISTA L’indagine dell’antropologo Grant McCracken sulle motivazioni che hanno spinto la società dell’epoca a sentire l’esigenza di avviare un processo di produzione sempre più elevato, si colloca nell’Inghilterra della seconda metà del XVI secolo, alla corte di Elisabetta I. La sovrana, in un evento, consigliò i nobili di trasferirsi dalle campagne alla sua corte e, con notevole abilità, ottenne di far pagare loro una parte delle spese per mantenere lo sfarzo e i lussi in cui vivevano. I nobili, una volta a corte, non potettero più beneficiare dei loro possedimenti e del loro status e si ritrovarono tra di essi tutti uguali e senza nessuna distinzione di classe nobiliare. Per farsi notare dalla regina sentirono la necessità di acquisire merci di prestigio e regali suntuosi, tanto da innescare una sorta di competizione consumistica tra di essi. 7 Per McCracken, la nascita della cultura materialistica era già in uso da tempo tra la nobiltà, ed il loro esempio, ben presto, divenne un modello da seguire da una parte di popolo che frequentava amicizie influenti. La cultura materialistica, dunque, nasce più per ragioni politiche che economiche. Anche Neil McKendrick, Collin Campbell e Jan De Vries hanno condotto degli studi storiografici cercando di collocare la nascita del consumo e della cultura materiale. Essi la collocano nella seconda metà del seicento e ci danno una spiegazione da punti di vista differenti. McKendrick ce la propone dal punto di vista consumistico: “la rivoluzione dei consumi è vista come il risultato dei processi imitativi, di paragone invidioso e di consumo vistoso, ad opera delle nuove classi borghesi incitate da alcuni abili imprenditori che ancora non operano con tecniche industriali”. 8 Campbell ce la spiega dal punto di vista modernista: “il consumo vistoso appare come un caso, non particolarmente significativo, di un nuovo atteggiamento mondano edonista-estetico che ambisce alla novità e all’originalità e trova il suo humus, (stato sociale/intellettuale) nei moderni insegnamenti romantici”. 9 Infine, De Vries ce la propone dal punto di vista scambista: “il desiderio di nuovi beni, stimolato dalla crescita degli scambi monetari, viene posto alla base di una rivoluzione industriosa a livello dell’economia domestica, anche rurale, che, a sua volta, stimola scambi monetari e naturalizza il consumo”. 10 7 CODELUPPI V ANNI, Manuale di sociologia dei consumi, Carocci editore, 2005 pp.41 8 WERNER SOMBART, Dal lusso al capitalismo, la Feltrinelli, 2003, pp.29, 30 9 Ivi 10 Ivi
Estratto dalla tesi: Logicità, permanenza e peculiarità del consumismo: aspetti antropologici e meccanismi psicologici