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Teoria della Mente e Neuroni Specchio. Due spiegazioni all'intersoggettività

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Susanna Morlino Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 642 click dal 19/12/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Susanna Morlino

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10 paragrafo precedente, per spiegare l’acquisizione della ToM., prendendo in esame i risultati provenienti dai dati di neuroimaging (Mahy, Moses, & Pfeifer, 2014) A sostegno delle teorie modulariste (Modularity Theories) è stata individuata una rete neurale che include le strutture corticali mediali (CMS) comprendenti corteccia mediale pre-frontale (MPFC), corteccia cingolata rostrale anteriore (rACC) e cortecce mediali parietali posteriori (MPPC) (Amodio & Frith, 2006; Mitchell, Banaji, & Macrae, 2005; Ochsner et al.2005), e la giunzione bilaterale temporo- partietale (TPJ) (Saxe, 2010; Young, Dodell-Feder, & Saxe, 2010). Studi di neuroimaging più recenti, tuttavia evidenziano come le CMS non rispondano selettivamente ai compiti della ToM, ma supportino anche altre funzioni quali la capacità prospettica e i processi di integrazione. Selettiva alle stimolazioni della ToM risulterebbe invece la giunzione temporo-parietale (TPJ) che appare come la miglior candidata a spiegare le inferenze sugli stati mentali. In particolare la giunzione temporo-parietale destra sembrerebbe essere più responsiva a ragionamenti sugli stati mentali, nonché ai compiti di vera e falsa credenza, rispetto a quella sinistra (Donhel et.al, 2012; Saxe, 2010). A mettere in crisi l’approccio modularista sono però studi sperimentali che, prendendo in esame un campione di bambini e adolescenti dell’età compresa tra i 5 e gli 11 anni, hanno dimostrato una progressiva specializzazione della TPJ nel ragionamento su stati mentali che tale approccio non dovrebbe prevedere, dato che il modulo della ToM che essa postula si svilupperebbe intorno ai 2 anni di età senza profonde modificazioni negli anni successivi (Gweon, Dodell-Feder, Bedny, & Saxe, 2013). Il substrato neurale che spiega le teorie simulazioniste è stato identificato nel sistema dei neuroni specchio o mirror neuron system (MNS), connesso ad azioni, intenzioni ed emozioni proprie e altrui, sia nell’adulto che nel bambino. Esso è una rete composta da regioni del giro frontale inferiore e della parte rostrale del lobulo parietale inferiore, aree coinvolte sia nella percezione sia nell’esecuzione delle medesime azioni (Iacoboni & Dapretto, 2006). Il ruolo delle CMS e del MNS nel simulare stati mentali degli altri e quindi nello spiegare la teoria della mente, sembrerebbe confermato dal fatto che i soggetti
Estratto dalla tesi: Teoria della Mente e Neuroni Specchio. Due spiegazioni all'intersoggettività