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L'agente sotto copertura dall'istituzione alle prospettive di contrasto alla corruzione

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Greta Valeri Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 432 click dal 14/12/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Greta Valeri

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12 ufficialmente autorizzata, determina altri soggetti alla commissione di reati che, senza la sua azione, non sarebbero stati commessi e la sua attività non è consentita”. 13 L’agente infiltrato, pur trovandosi nelle stesse condizioni dell’agente provocatore, a differenza del primo si inserisce in una o più attività penalmente illecite o rilevanti con il solo scopo di raccogliere prove su reati a carico di persone che li abbiano commessi, ovvero di far cogliere in flagranza i responsabili di uno o più delitti, senza però assumere un ruolo attivo nella commissione degli stessi. Tale condotta è diretta ad intervenire in presenza di sospetti che configurino a carico di uno o più persone un giudizio di estrema probabilità riguardo la concretizzazione di un’attività di preparazione e commissione di uno o più reati. 14 L’agente infiltrato si immette, quindi, sul piano sia psichico che materiale nelle strutture criminose studiandone passivamente le attività e che più che provocare reati è spesso costretto a lasciarsi provocare alla commissione degli stessi, sia per non rivelare il proprio ruolo, sia per penetrare più a fondo nella struttura dell’organizzazione. 15 Non di rado, comunque, l’agente infiltrato è tenuto ad assumere comportamenti attivi, che vanno al di là di condotte meramente passive per garantire il buon esito dell’attività. In questo caso, però, la partecipazione materiale dell’operatore alla commissione rilevante ha un ruolo talmente marginale da non poter essere considerato come provocazione del reato. In ogni caso, la Corte di Cassazione ha chiarito che la figura dell’agente infiltrato non va confusa con quella del provocatore, che non ha mai trovato una definizione esplicita nella legge. Eppure ci sono stati tentativi da parte della giurisprudenza e della dottrina di ricondurre le due figure all’interno della stessa categoria concettuale, ritendendo che la figura dell’agente infiltrato nelle organizzazioni criminali possa essere accostata a quella del provocatore, poiché fondamentalmente il primo non è altro che un provocatore che si inserisce all’interno di un’associazione criminale al fine di distruggerla. Si viene a delineare un agente che non è solo infiltrato o istigatore di un delitto, ma anche un ufficiale di polizia che compie questa tipologia di attività dotato di specifiche 13 Corte di Cassazione, Sentenza 751/2011. 14 F. C. Palazzo, Corso di diritto penale: Parte generale, Giappichelli Editore, 2016. 15 I. Caradonna, Le indagini sotto copertura in materia di droga, armi e riciclaggio, in Diritto e Diritti, Novembre 1993.
Estratto dalla tesi: L'agente sotto copertura dall'istituzione alle prospettive di contrasto alla corruzione