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Il riparto di giurisdizione nel pubblico impiego

Tesi di Master

Autore: Lorena Di Guida Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 28 click dal 19/12/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Lorena Di Guida

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13 Sulla base del principio di specialità, ad esempio, la Corte ritenne inapplicabile l'istituto dell'art. 28 dello statuto dei lavoratori 17 ai sindacati della Polizia di Stato, osservando, in via generale, che i fini assunti in via diretta dallo Stato sono tra quelli basilari per l'esistenza e per il mantenimento delle condizioni indispensabili alla vita della Comunità e dunque per natura insindacabili dal legislatore, e che, in considerazione di ciò, potesse trovare ragionevole giustificazione uno “speciale” regime degli strumenti di difesa dei sindacati di polizia 18 . Sussiste incertezza riguardo altre categorie di pubblici dipendenti per i quali il legislatore ha omesso ogni indicazione. Si tratta dei dipendenti della Camera, del Senato, della Corte costituzionale. Per tali categorie, nel silenzio della legge, sulla base dei principi generali che ne regolano i rapporti, si dovrebbe affermare che vige il principio della vigenza della autodichia sancita dai regolamenti, i quali per loro stessa natura, godono di uno status sovra normativo. Per i dipendenti della Presidenza della Repubblica, prima sottoposti alla giurisdizione amministrativa nonostante la tendenza della dottrina a rivendicare un'autodichia 19 , simile a quella fin qui descritta per le Camere, la Cassazione, che in precedenza aveva affermato la permanente giurisdizione del giudice amministrativo 20 , ha di recente riconosciuto la legittimità degli 17 L’art. 28 dello statuto dei lavoratori, l. n 300/1970, garantisce l’applicazione dei diritti di libertà e di attività sindacale predisponendo una norma di diritto processuale che ne tutela in tempi rapidi l’effettività. Nella pratica, i due principi avrebbero infatti scarso valore se non ci fosse il modo di ripristinare in breve tempo la situazione violata a seguito di azioni aziendali che ne comprimono l’efficacia. Detto articolo testualmente recita: "(….) su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il pretore del luogo ove è posto in essere il comportamento denunziato, nei due giorni successivi , convocate, le parti, (….) ordina al datore di lavoro, con decreto motivato, ed immediatamente esecutivo, la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti". 18 Corte cost., 21 luglio 1988 , n. 860 . 19 Inizialmente, l’autodichia si articolava, ai sensi del d.pr. n. 31 del 28 febbraio 1980, nella possibilità per i dipendenti e gli ex dipendenti del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica di ricorrere al Segretario generale, per motivi di legittimità, contro atti e provvedimenti amministrativi in materia di rapporti d’impiego e di trattamento pensionistico. 20 Cass., sez. un., 17 dicembre 1998, n. 12614, cit.
Estratto dalla tesi: Il riparto di giurisdizione nel pubblico impiego