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Strumenti e tecniche per il risparmio energetico nell'edilizia civile

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Natascia Marra Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 45 click dal 10/01/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Natascia Marra

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14 caratterizzate da un’efficienza luminosa piuttosto modesta e da una durata di vita breve (1000 ore); forniscono istantaneamente il flusso luminoso e, se spente, si riaccendono immediatamente; non contengono sostanze tossiche per cui possono essere smaltite tra i rifiuti indifferenziati; sono le più economiche al momento dell’acquisto ma le più costose per quanto riguarda i consumi; si caratterizzano per i bassi costi, la buona resa cromatica, la bassissima efficienza, l’elevata emissione di calore, l’elevata sensibilità alle sovratensioni; sono sconsigliate e dal 2011 ne è vietata la commercializzazione. Le lampade alogene vennero introdotte nel 1950 per superare i limiti delle tradizionali lampade ad incandescenza. Due sono le grandi famiglie nelle quali è possibile classificarle: a bassissima tensione e a tensione di rete. Le prime, i cosiddetti faretti da 6-12-24 V, richiedono un trasformatore per il collegamento di rete. Ne esistono di due tipi: le capsule con e senza riflettore. Sono disponibili anche nella versione IRC (Infrared Coating 11 ), hanno una vita che va dalle 4000 alle 5000 ore tuttavia hanno bisogno di un trasformatore per funzionare. Se confrontate con le alogene tradizionali consumano meno energia, disperdono meno calore, durano di più, hanno un flusso luminoso maggiore e costante nel tempo. La seconda famiglia è rappresentata dalle lampade a tensione di rete. Queste possono essere installate direttamente senza l’impiego di trasformatori, sono disponibili in varie potenze e modelli e possono essere usate in sostituzione delle lampade tradizionali. Le lampade alogene hanno invece un’efficienza luminosa che è quasi il doppio di quelle tradizionali, durano il doppio, non contengono sostanze tossiche e pericolose, per cui possono essere smaltite tra i rifiuti indifferenziati; il decadimento del flusso luminoso in funzione delle ore di vita è praticamente trascurabile e hanno un’ottima resa cromatica 12 . 11 La sigla IRC è indicativa di Infrared Coating, il che significa che le lampade hanno un riflettore che riporta parte del calore sul bulbo stesso, quindi richiedono meno energia per avere il bulbo alla temperatura ideale di funzionamento; 12 ENEA, Risparmio energetico con l’illuminazione, pubblicato su www.enea.it, giugno 2008, ultima edizione a cura di Antonia Marchetti, consulenti scientifici: Simonetta Fumagalli e Giuseppe Leonardi;
Estratto dalla tesi: Strumenti e tecniche per il risparmio energetico nell'edilizia civile