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Il selfie del macaco. Facebook tra panopticismo e condizionamenti sociali.

Diploma di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Stefano Maestri Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 341 click dal 15/01/2018.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Stefano Maestri

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11 La sanzione normalizzatrice Il secondo strumento che garantisca, secondo Foucault, il potere disciplinare è la “sanzione normalizzatrice”: questa agisce attraverso lievi castighi, piccole umiliazioni verso coloro non conformi alla regola al fine di ridurre gli “scarti”(Foucault,1976); è un potere correttivo, in cui si “privilegiano le punizioni che siano nell’ordine dell’esercizio- apprendistato intensificato, moltiplicato, ripetuto numerose volte” (ivi, p.196), affinché la conversione passi solo come “accessoria” alla meccanica dell’addestramento; un meccanismo che qualifica “le condotte e le prestazioni partendo da due valori apposti del bene e del male” (ivi, p.197) e contemporaneamente memorizza la contabilità penale perpetua per decretare il bilancio punitivo di ciascuno, partendo da una differenziazione non più basata sugli atti, bensì sugli individui stessi. È costruita così la “ripartizione secondo ranghi”, condizionata da una disciplina che punisce degradando o favorisce la mobilità tra i gradi gerarchici esercitando sui sorvegliati una “pressione costante perché si sottomettano tutti allo stesso modello, perché siano costretti (…) all’esatta pratica dei doveri e di tutte le parti della disciplina. Perché tutti si rassomiglino” (ivi, p. 200), proponendo un “optimum cui bisogna avvicinarsi” attraverso le regole impostate dalla disciplina. “La penalità perpetua (…) paragona, differenzia, gerarchizza, omogeneizza, esclude. In una parola, normalizza” (ivi, p.200) . Adattando la condotta di esecuzione della “sanzione normalizzatrice” all’architettura di “facebook.com”, riscontriamo una somiglianza con la parte “in vetrina” del social network; sono infiniti i pensieri che ogni individuo può scrivere, circoscritti solo dalla propria fantasia, ma sono limitati i modi di comunicarle attraverso “Facebook”. Foucault (1976) già presupponeva, affinché la disciplina s’instaurasse nell’individuo, l’uso all’interno dell’apparato della penalità correttiva di forme di coercizione come “l’esercizio”; sono gli “orari, gli impieghi del tempo, movimenti obbligatori, attività regolari, meditazione solitaria, lavoro in comune, silenzio, applicazione”(Foucault,1976, p.141). Il punto di applicazione della pena, nell’ “esercizio”, non è più la spettacolarizzazione di questa (come nei secoli passati), ma il corpo, il tempo, i gesti, le attività di tutti i giorni, le quali portano su di sé il potere correttivo in modo “accessorio”, occultato , ma permanente. La “modalità” di esecuzione dell’esercizio implica “una coercizione ininterrotta, costante, che veglia sui processi dell’attività piuttosto che sul
Estratto dalla tesi: Il selfie del macaco. Facebook tra panopticismo e condizionamenti sociali.