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Genere, Identità e Violenza: due autori post-stutturalisti a confronto e prospettive femministe

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Laura Giaquinta Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 104 click dal 07/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Laura Giaquinta

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anteriorità/posteriorità, in cui il primo termine ha come valore la superiorità e l’autorità – maschile. Un esempio di questi schemi percettivi è fornito da Claudia Mattalucci in “Etnografie di genere: immaginari, relazioni e mutamenti sociali”. In uno degli otto articoli presenti tra le ricerche dell’antropologa, è emblematico quello delle attiviste pro-life in Lombardia. La scelta di prendere in esame una realtà percepita come più vicina ai nostri schemi mentali è a scopo esplicativo: se Bourdieu ha analizzato una cultura che può essere immaginata dai lettori lontana ed esotica, è interessante notare come l’habitus (e i suoi schemi mentali) dei berberi della Cabilia non siano poi così lontani da quello delle donne e degli uomini lombardi facenti parte dell’associazione nata negli anni ’70 (più “vicini” alla nostra cultura), come emerge dalle interviste alle operatrici. «P. ha 67 anni, è sposata, ha due figli e dei nipoti. Nel 1984 ha fondato il C.A.V. di cui è presidente. “Una volta che una donna rimane incinta è madre e la maternità è uno stadio definitivo della sua vita. Il suo corpo non è più lo stesso. […] Anche se va ad abortire resta comunque madre. […] V. ha 32 anni, non è sposata. “Dal punto di vista biologico si è madri sin dal concepimento, per il resto si diventa madri. […] Io da credente penso che quel bambino ci sia e che sia loro figlio anche se la maternità non ha avuto lo sviluppo che doveva avere”.». 17 E’ necessario specificare che la rappresentazione della differenza tra i sessi più avvalorata ha una matrice cattolica all’interno del Movimento. Secondo questa visione la differenza (biologica) tra uomini e donne investe anche la psiche, anch’essa sessuata, ed è proprio «nella riproduzione il compito a cui i due sessi sono destinati e nel quale trovano compimento». 18 Ancora una volta le differenze biologiche dei corpi divengono giustificazione di atteggiamenti, pratiche “di genere” che trovano la loro legittimità nell’ordine delle cose, percepito come naturale, come è naturale il ruolo “biologico” attribuito in maniera semplicistica a uomini e donne. In questa visione vi è una corrispondenza arbitraria tra l’ordine biologico e l’ordine morale. «Ne deriva una visione essenzialista della differenza tra i sessi, secondo cui la mascolinità e la femminilità sono qualità naturali riconducibili a differenze cromosomiche, ormonali e morfologiche. Le più evidenti sono che il corpo maschile ha genitali esterni, mentre quello femminile interni; il corpo maschile è sempre fertile, quello femminile lo è solo per un tempo limitato» 19 confermando la tesi di Bourdieu per cui la costruzione sociale degli organi sessuali contribuisca a «trasmutare l’arbitrario del nomos sociale in 17 C. MATTALUCCI, Etnografie di genere: immaginari, relazioni e mutamenti sociali, Pavia, Ed. Altravista, 2012, pp. 143 18 Ibidem, pp. 146 19 Ivi 10
Estratto dalla tesi: Genere, Identità e Violenza: due autori post-stutturalisti a confronto e prospettive femministe