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Biblioteche carcerarie tra cultura e reinserimento: la biblioteca della casa circondariale di Lecco

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Carlotta Sandionigi Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 87 click dal 26/01/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Carlotta Sandionigi

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10 crudeli pene corporali; se le pene pecuniarie del primo medioevo riflettono i rapporti sociali di un mondo contadino scarsamente popolato, in cui è presente una diffusione abbastanza equilibrata della ricchezza, la ferocia delle pene corporali del secondo medioevo sono il risultato della rilevante crescita della popolazione e della frattura di classe tra ricchi e poveri. La criminalità modificò il proprio aspetto e portò ad un aumento dei reati contro la proprietà; fu così che flagellazione, mutilazione e pena di morte presero il posto delle pene fino allora imposte e divennero lo strumento di pena universale. La prigione, o meglio la detenzione, era solo un passaggio temporaneo nell’attesa dell’applicazione della pena reale, cioè la privazione nei riguardi del “colpevole” di quei beni riconosciuti universalmente come valori sociali: la vita, l’integrità fisica, il denaro. La crudeltà e la spettacolarità assolvevano la funzione di deterrente nei confronti di coloro che intendevano trasgredire le regole imposte dal “signore” 13 .Nell’epoca feudale, essendo la giustizia amministrata dal “signore”, le pene erano determinate in modo assai vario, secondo la volontà di questo. Le pene avevano carattere pecuniario o corporale, oltre all’esilio e alla galera, pena che prevedeva l’imbarco del reo come rematore nelle navi. Detenzione e tortura erano principalmente mezzi istruttori per ottenere la confessione dell’imputato, considerata la prova necessaria alla condanna. Nel corso del XVI secolo, si assiste a un progressivo e sostanziale cambiamento del concetto di pena e si forma il nucleo dell’ideologia penale pre-illuminista; a poco a poco in Inghilterra i ladri e le prostitute, insieme ai vagabondi, ai poveri e ai ragazzi abbandonati, anziché essere sottoposti alle comuni sanzioni dell’epoca vengono raccolti nel palazzo di Bridewell e obbligati a “riformarsi” attraverso il lavoro e la disciplina. Nasceva così, nel 1557, la prima “house of correction” o “workhouse”, caratterizzata dall’organizzazione rigida del tempo strutturato in gesti sempre uguali e ripetitivi. Questa situazione europea dura fino alla chiave di volta rappresentata dalla rivoluzione francese. 13 “Il carcere e la pena”, Ristretti Orizzonti. Sito di cultura e informazione dal carcere,http://www.ristretti.it/commenti/2008/agosto/pdf1/carcere_pena.pdf
Estratto dalla tesi: Biblioteche carcerarie tra cultura e reinserimento: la biblioteca della casa circondariale di Lecco