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Biblioteche carcerarie tra cultura e reinserimento: la biblioteca della casa circondariale di Lecco

Estratto della Tesi di Carlotta Sandionigi

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Estratto dalla tesi: Biblioteche carcerarie tra cultura e reinserimento: la biblioteca della casa circondariale di Lecco
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crudeli pene corporali; se le pene pecuniarie del primo medioevo riflettono i rapporti 
sociali di un mondo contadino scarsamente popolato, in cui è presente una diffusione 
abbastanza equilibrata della ricchezza, la ferocia delle pene corporali del secondo 
medioevo sono il risultato della rilevante crescita della popolazione e della frattura di 
classe tra ricchi e poveri. 
La criminalità modificò il proprio aspetto e portò ad un aumento dei reati contro la 
proprietà; fu così che flagellazione, mutilazione e pena di morte presero il posto delle 
pene fino allora imposte e divennero lo strumento di pena universale. 
La prigione, o meglio la detenzione, era solo un passaggio temporaneo nell’attesa 
dell’applicazione della pena reale, cioè la privazione nei riguardi del “colpevole” di 
quei beni riconosciuti universalmente come valori sociali: la vita, l’integrità fisica, il 
denaro. 
La crudeltà e la spettacolarità assolvevano la funzione di deterrente nei confronti di 
coloro che intendevano trasgredire le regole imposte dal “signore”
13
.Nell’epoca 
feudale, essendo la giustizia amministrata dal “signore”, le pene erano determinate in 
modo assai vario, secondo la volontà di questo. 
Le pene avevano carattere pecuniario o corporale, oltre all’esilio e alla galera, pena 
che prevedeva l’imbarco del reo come rematore nelle navi. 
Detenzione e tortura erano principalmente mezzi istruttori per ottenere la confessione 
dell’imputato, considerata la prova necessaria alla condanna. 
Nel corso del XVI secolo, si assiste a un progressivo e sostanziale cambiamento del 
concetto di pena e si forma il nucleo dell’ideologia penale pre-illuminista; a poco a 
poco in Inghilterra i ladri e le prostitute, insieme ai vagabondi, ai poveri e ai ragazzi 
abbandonati, anziché essere sottoposti alle comuni sanzioni dell’epoca vengono 
raccolti nel palazzo di Bridewell e obbligati a “riformarsi” attraverso il lavoro e la 
disciplina. 
Nasceva così, nel 1557, la prima “house of correction” o “workhouse”, caratterizzata 
dall’organizzazione rigida del tempo strutturato in gesti sempre uguali e ripetitivi. 
Questa situazione europea dura fino alla chiave di volta rappresentata dalla 
rivoluzione francese. 
                                                
13
“Il carcere e la pena”, Ristretti Orizzonti. Sito di cultura e informazione dal 
carcere,http://www.ristretti.it/commenti/2008/agosto/pdf1/carcere_pena.pdf

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Informazioni tesi

  Autore: Carlotta Sandionigi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Giorgio Montecchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

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Parole chiave

lettura
carcere
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biblioteca
pena
intervista
detenuti
reinserimento
casa circondariale
bibliotecario carcerario

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