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Marketing ed emozioni

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Elena Giovannetti Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 731 click dal 26/01/2018.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Elena Giovannetti

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9 Siffatto primo capitolo si fonda sull’aspetto psicologico dell’emozioni, verrà presentata in circa 30 pagine una visiona completa sull’accezione ‘’emozioni ’’. Osservare tale dimensione risulta alquanto complesso poiché si possono avere percezioni dovute alla sfera personale e soggettiva, si possono suggerire strategie in ambito economico e di leadership e le emozioni possono essere ‘’manipolate’’ dal marketing come strategie di vendita. Quello che faremo è analizzare le teorie fondamentali dei migliori autori che si sono occupati di questo. Osservando le funzioni peculiari dell’emozioni sia a livello individuale che per la leadership. Tutto ciò sarà fondamentale per avere le nozioni che ci permetteranno di elaborare il secondo capitolo, per poi trarre le conclusioni finali di tale tesi. La premessa è che non si ha la possibilità di effettiva di garantire niente poiché le ricerche che presenteremo risultano ancora aperte e in via di perfezionamento. Inoltre, con questo capitolo si vuol far apparire l’idea che attualmente nella società, nell’economia e il marketing con l’aumento della consapevolezza siamo disposti a percepire l’importanza della dimensione emotiva più convenientemente che nel passato; ed è tangibile un avvicinamento a noi stessi e alle nostre finezze psicologiche. Ci siamo resi conto che l’emozioni possono a suo piacimento portarci in paradiso o all’inferno. Tra la paura e amore. Tra entusiasmo e noia. Adesso, quello che si tende a fare è ‘’stare nel mezzo’’ tra ‘’paradiso e inferno’’. Tentiamo di moderarci e controllare gli stati d’animo. Anche se, molto spesso per un fatto del tutto biologico, le emozioni ci sopraffanno, costringendoci ad agire in modi incoerenti. All’inizio del secolo scorso, fioriscono gli studi principali. Sottolineo nuovamente, che anche se trattiamo un tema possibilmente ‘’studiabile’’ e analizzabile le teorie che sono emerse, non sono teorie perfettamente collaudate, in quanto si ritiene un tema misterioso e pieno di sorprese che ancora ci riserva. 1.1 APPROCCI PRINCIPALI NELLO STUDIO DELL’EMOZIONI Cosa sarebbe cambiato, se quel giorno, Mario una volta alzato dal letto, preparato la colazione, mangiato, lavato, vestito e uscito per dirigersi a lavoro, avesse prestato ascolto a quell’impulso che gli proferiva di prendere il primo volo per le Hawaii? Mario era ‘’annoiato’’, e quella mattina di andare a lavoro non aveva voglia, e se avesse prenotato quell’aereo, come sarebbe cambiata la sua vita? Avrebbe potuto prendere una decisione. Avrebbe potuto compiacere il suo impulso, ma intervenne una voce dalla sua mente: ‘’ Adesso vai a lavoro, altrimenti chi si occuperà della tua famiglia.’’ Quella vecchia saggia, proprio non accordò la fuga di Mario. Gli psicologici ancora oggi esaminano tali movenze e ne comprendono la forte componente soggettiva; Un Marco al posto di Mario sarebbe andato all’Hawaii, ed è proprio per questo che il gioco è arduo. Tuttavia, oggi risulta semplice percepire che in ognuno di noi ci debbano essere ‘’due menti ’’. Una che pensa e l’altra che vive di emozioni. C’è molta più consapevolezza, su cosa sia la voce razionale e quella emotiva. Certo è, che Darwin non lo sapeva, ma grazie a tutti gli studi alle nostre spalle, oggi vi è fra le persone tale consapevolezza. Col passare del tempo, sulle emozioni si è avuto la cognizione, che influenzassero i nostri atteggiamenti e talvolta dominassero e delineassero il nostro percorso di vita, cambiandone la direzione, come sarebbe potuto accadere a Mario. Per arrivare a tale consapevolezza, dobbiamo attraversare ben tre tipi di approcci sullo studio di emozioni. Il più remoto, l’approccio biologico, dei primi del Novecento collega le nostre emozioni alla nostra filologia, uno dei precursori fu appunto, Darwin con ‘’l’espressione delle emozioni negli uomini e negli animali (1972)’’, il quale studiò le emozioni presenti negli animali e osservò come esse avessero valore ‘’additivo’’ di sopravvivenza, come la paura, che ci permette di allontanarci da un pericolo. Egli cercava di studiare la biologia dell’uomo dal punto di vista fisiologico, suddividendo tra sentimenti positivi e negativi. Questo approccio aveva però molti limiti fra i quali quello di classificare le emozioni e nella ricerca delle cause che le provocavano. Quindi, verso la metà del secolo scorso si è presentato un approccio legato alle funzioni mentali, l’approccio cognitivo focalizzato sui
Estratto dalla tesi: Marketing ed emozioni