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GREEN POLICY. Le metropoli europee verso il 2050

Laurea liv.I

Facoltà: Architettura

Autore: Stefania Gagliano Contatta »

Composta da 283 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 55 click dal 08/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Stefania Gagliano

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24 silenziosi e sicuri) in numerose città. Il mezzo di trasporto moderno trasforma il rapporto spazio-tempo, permette una estensione delle città nello spazio e genera nuove polarità (Ferrata, 2015). 1.2.2. La città nucleare, diffusa e a rete Fino alla fine dell’Ottocento la città ha quindi mantenuto ge- neralmente una struttura monocentrica, organizzata attorno ad un unico nucleo con limiti più o meno definiti rispetto all’ambito agricolo e naturale circostante. Questa configura- zione può essere definita città compatta o nucleare, i cui bordi hanno una forma immediatamente individuabile (una strada, un elemento naturale forte). Con l’affermarsi dell’automobile e delle tecnologie dell’infor- mazione e della comunicazione si ha una perdita dei confini e quindi una dispersione del polo urbano. Si genera una nuova configurazione: dalle città nucleari che nel XIX e nella prima parte del XX secolo potevano avere densità fino a mille vol- te superiori a quelle della campagna circostante (Dematteis, 2014), alla città estesa, che comprende più municipalità fuse in modo da formare un sistema urbano. Attraversando la città dai nuclei urbani centrali più compatti verso gli spazi rurali la campagna tende a scomparire, vi è soltanto una progressiva rarefazione degli edifici, ciò che varia è la densità. Come scri- ve l’architetto Giacomo Bagnara nell’articolo La città diffusa del 2013 (http://diaridibordi.wordpress.com), “con l’aumen- to della mobilità l’offerta di suolo urbano si è enormemente dilatata, la città diffusa infatti include vasti spazi aperti […] La perdita del confine è quindi connessa alla crescita illimitata della città, che sta portando alla perdita del dualismo tra cen- tro e paesaggio esterno”. La perdita dei confini e la periurbanizzazione (dispersione urbana) hanno comportato una trasformazione delle perife- rie, non più direttamente dipendenti dai centri storici, ma in parte autonome; la mobilità e l’uso di internet ha permesso di vivere in città pur abitando in luoghi con caratteristiche ru- rali, segnando il passaggio definitivo dalla città monocentrica a quella diffusa, caratterizzata da un edificato sparso e discon- tinuo che include vasti spazi rurali: la città post-industriale. Il passaggio dalla configurazione fordista della città (1930-1980) alla città post-industriale si ebbe nel momento in cui alla crisi Fig. 1.3: Le mutazioni spaziali della città dal XVIII al XXI secolo: dalla città nucleare alla città-rete policentrica (Fonte Dematteis, 2014, p. 62).
Estratto dalla tesi: GREEN POLICY. Le metropoli europee verso il 2050