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Depressione post partum materna e paterna : esiti sullo sviluppo emotivo-adattivo del bambino.

Diploma di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Antonio Alberti Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 483 click dal 01/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Antonio Alberti

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10 disponibilità all’iniziare uno scambio comunicativo oppure, mediante il suo distoglimento ed evitamento, segnalare la volontà di interrompere l’interazione, regolando in tal modo sia gli input percettivi che provengono dall’interlocutore (nel caso in cui lo stimolo sia percepito come troppo intenso o noioso), sia il livello di attivazione dei propri stati fisiologici e affettivi (Beebe, Lachmann 2002; Stern 1974). Le interazioni di tipo sociale, mediate dalla comunicazione faccia a faccia con l’adulto significativo, offrono un contesto ad hoc all’interno del quale il lattante è in grado di percepire le conseguenze del proprio comportamento e delle proprie modalità espressive/affettive sul partner: egli ha la possibilità di iniziare ad assimilare informazioni su di sé attraverso i movimenti del corpo, che, correlati alle azioni messe in atto in relazione al contesto fisico-sociale, può ricondurre alle proprie sensazioni propriocettive consentendogli di plasmare un primitivo senso di sé come soggetto attivo nell’ambiente fisico e sociale. Nel contesto interattivo faccia a faccia con una madre responsiva, il bambino sarà quindi in grado di percepire transmodalmente il risultato delle proprie azioni nei confronti dell’interlocutore. Il concetto di sé come agente, sottintende il fatto che il lattante si percepisca come individuo idoneo a produrre azioni che ovviamente daranno luogo a determinate conseguenze, permettendogli di crearsi delle aspettative sul proprio agire. Mentre queste aspettative si realizzano sicuramente quando le azioni sono rivolte verso di sé questo non è altrettanto scontato quando vengono rivolte verso un’altra persona: per il piccolo, nel processo di formazione e continuità del proprio sé, sarà importante l’integrazione dell’esperienza intersoggettiva con l’altro significativo; processo di continuità che risulta fondamentale nella creazione di aspettative nei confronti dell’adulto. Questo semplicemente sta a significare che il concetto di sé come agente è fortemente correlato ai processi di co-regolazione affettiva con il caregiver (Fogel 1993). Tra il quarto ed il sesto mese di vita, si assiste nel lattante alla comparsa di nuove capacità motorie, cognitive e percettive che si traducono nell’acquisizione di una miglior competenza interattiva con l’ambiente fisico e sociale che lo circonda: adesso riesce a mantenere una postura eretta, che, unita ad una miglior mobilità e direzionalità del capo gli permette di attuare un migliore monitoraggio dell’ambiente circostante. Tale abilità influenza le modalità di interazione con il partner che si esplica nella capacità da parte del bambino di
Estratto dalla tesi: Depressione post partum materna e paterna : esiti sullo sviluppo emotivo-adattivo del bambino.