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L'ambiente nelle strategie aziendali: gli effetti del Financial Fair Play

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Umberto Alessandro Bertonelli Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1306 click dal 07/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Umberto Alessandro Bertonelli

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10 trattata di fatto come erogativa di un bene di pubblica utilità. Occorre inoltre ricordare che l'atleta professionista non è più un membro di un'associazione, ma un prestatore d'opera a pieno titolo. La legge n. 91/1981 sullo sport professionistico ha regolamentato le attività sportive, per oltre quindici anni. In questo periodo si è evidenziata la sempre crescente importanza degli aspetti economici ed imprenditoriali che vengono tuttavia fortemente penalizzati dal divieto del fine di lucro soggettivo. La grave crisi economica dello sport professionistico a cavallo degli anni ottanta e novanta e i numerosi fallimenti delle società avevano sottolineato la necessità di una modifica all’assetto giuridico allora vigente. Già nell’autunno del 1994 la FIGC aveva istituito una commissione che aveva il compito di varare un progetto di riforma da presentare in parlamento incentrato sul riconoscimento della finalità lucrativa soggettiva nelle società sportive, mai contemplata fino ad allora nell’assetto giuridico. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea il 15 dicembre 1995 aveva appena proclamato una sentenza storica, conosciuta come sentenza Bosman, dal nome del calciatore belga Jean-Marc Bosman, ciò faceva presumere che i tempi erano maturi per una svolta nel mondo del calcio. Tale sentenza liberalizzò i trasferimenti di atleti professionisti comunitari tra i Paesi membri. Si trattava di un primo passo verso un mercato più libero, in linea con gli accadimenti storici ed economici del tempo. In Italia si dovette aspettare fino al 1996 per avere una legge che delineasse un nuovo assetto giuridico, come auspicato dalla FIGC. Con l’emanazione del D.L. del 20 settembre 1996, n.485 si cercò di uniformare la legislazione vigente alla sentenza Bosman e quindi avvicinare il calcio Italiano ad una visione più europea, inoltre si aboliva l’obbligo per le società professionistiche di reinvestire gli utili maturati a fine anno nell’attività, ciò di fatto rappresentò il cambiamento. Si noti come le norme, lo Stato in particolare, possa spostare profondamente gli equilibri, consentendo in questo caso alle società la possibilità di essere appetibili per possibili finanziatori esterni. In questa prospettiva, appena delineata, la società sportiva diviene un'impresa come tutte le altre, i giocatori sono dipendenti dell'azienda sportiva ed i soci di quest'ultima possono ricevere dividendi. Il contesto sportivo diviene scenario di competizione economica soprattutto nel passaggio dalla fase dilettantistica al quella del professionismo: il calcio diventa
Estratto dalla tesi: L'ambiente nelle strategie aziendali: gli effetti del Financial Fair Play