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Recupero e redistribuzione sociale delle derrate alimentari: il caso del Centro Agroalimentare di Torino. Stato dell’arte e proposte di adozione di buone pratiche.

Tesi di Master

Autore: Tiziana Pia Contatta »

Composta da 130 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 77 click dal 02/03/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Tiziana Pia

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14 commerciali e di marketing, che verranno descritte dettagliatamente nel Capitolo III di questo elaborato. 3. Cenni sulle ricadute economiche, ambientali, sociali. Secondo lo studio di Andrea Segrè e Paolo Azzurro “Spreco alimentare: dal recupero alla prevenzione” 28 già citato in più parti di questo lavoro, “l’attenzione che il tema degli sprechi alimentari merita in questo contesto è giustificata dalla dimensione as- sunta dal fenomeno a livello globale”, poiché, oltre agli sprechi diretti di cibo lungo la filiera, non si devono dimenticare gli impatti correlati in termini di consumo di ac- qua, suolo, emissioni di gas serra e perdita di biodiversità. Gli impatti, stimati a cura della FAO nel rapporto “Food Wastage Footprint” del 2013 29 sono impressionanti: lo studio stima che il consumo globale di acqua, impu- tabile agli sprechi e alle perdite alimentari, sia pari a 250 km3 (cioè il fabbisogno domestico di acqua dei prossimi 120 anni di una città come New York), che il con- sumo di suolo sia di 1,4 mld di ettari (pari a circa il 30% del suolo agricolo disponi- bile sul pianeta), che le emissioni di CO2eq. siano pari a 3.3 mld di ton. e che, infine, il valore economico dei prodotti persi o sprecati ammonti a 750 mld di dollari Successivamente, con lo studio “Food wastage footprint - Full-cost accounting” 30 , la FAO ha esteso la valutazione degli impatti dello spreco alimentare, stimando le rica- dute socio-ambientali del consumo di risorse e dell’inquinamento generato dai pro- cessi a monte dello spreco. Lo sguardo si è posato su aspetti “inediti” ma sicuramente di grande importanza, come ad esempio i costi imputabili ai conflitti legati al control- lo delle risorse naturali, al trattamento di patologie legate all’impiego di pesticidi in agricoltura, alla depurazione delle acque, alla perdita di habitat naturali e dei relativi servizi eco-sistemici, agli effetti dei cambiamenti climatici e della riduzione della di- sponibilità di acqua, ai processi di erosione e di riduzione dello stato di salute dei ter- reni agricoli, ai sussidi pubblici alla produzione alimentare. La stima che ne è deriva- ta è di circa 2.600 miliardi di dollari anche se, a causa della mancanza di metodologie di stima affidabili, tiene conto solo in parte dei “costi nascosti” dello spreco alimen- tare a livello globale. Il fenomeno di erosione delle risorse naturali non conosce decelerazioni ma, anzi, la competizione per l'uso delle risorse idriche e del suolo pare destinata ad accrescersi. Difatti ad esempio negli ultimi 15 anni si è registrata una corsa senza precedenti ver- so l’acquisto (o il leasing) di enormi estensioni di terreno coltivabile nei paesi in via di sviluppo (il fenomeno conosciuto come “land grabbing”) a scapito della sicurezza e della sovranità alimentare delle popolazioni locali. Il fenomeno è diventato talmente diffuso da essere stato recentemente considerato, secondo quanto stabilito dal Tribunale Internazionale dell'Aia, perseguibile come crimine contro l'umanità, al pari di quelli commessi in tempo di guerra. 28 http://fondazionefeltrinelli.it/app/uploads/2016/12/Spreco-alimentare_-Andrea-Segre-e-Paolo-Azzurro.pdf 29 http://www.fao.org/docrep/018/i3347e/i3347e.pdf 30 http://www.fao.org/3/a-i3991e.pdf
Estratto dalla tesi: Recupero e redistribuzione sociale delle derrate alimentari: il caso del Centro Agroalimentare di Torino. Stato dell’arte e proposte di adozione di buone pratiche.