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Dalla polvere da sparo alla pellicola: nascita e futuro di Ferrania

Laurea liv.I

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Lidia Giusto Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 26 click dal 02/03/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Lidia Giusto

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34 Capitolo V. IL DECLINO E LA RICONVERSIONE Nei decenni successivi la grande espansione delle nuove tecnologie inizia a rendere obsoleta la produzione di materiali sensibili; le multinazionali all’interno del settore della pellicola faticano a tenere il passo con i tempi e in poche riescono ad essere lungimiranti, capire i veloci andamenti di cui si è protagonisti e allo stesso tempo spettatori. Anche la 3M subisce pesantemente questo contraccolpo, di conseguenza a Ferrania diminuiscono gli investimenti nella ricerca e nella tecnologia, non vengono creati piani specifici di studio e riconversione dei prodotti. Iniziano ad essere effettuati dei tagli, all’interno di un settore, quello della produzione di pellicole, che non garantisce più utili ma solo costi; si bloccano le assunzioni, parecchi tecnici giovani fra gli ultimi assunti vengono convinti a trasferirsi a Milano nei settori commerciali della 3M, con l’incentivo di dimissioni volontarie. Nei primi anni Settanta Ferrania vive la prima crisi legata alla produzione del settore del cinema, in cui il sistema Technicolor viene drasticamente sostituito da prodotti che garantiscono una qualità migliore; l’azienda non pronta, rischia di essere estromessa dal mercato. A inizio anni Ottanta la 3M decide di produrre direttamente negli Stati Uniti il prodotto Fotocolor destinato al mercato americano, eliminando così tutta una serie di costi presenti con la produzione in Italia; la messa a punto della nuova linea di produzione di negativo colore a Rochester però è particolarmente difficoltosa, perché la tecnologia, la chimica fotografica sono campi molto sofisticati ed è necessaria una conoscenza approfondita che, a differenza di Ferrania, in America non era presente. Dopo mesi di tentativi falliti si rinuncia e viene presa la decisione di far pervenire da Ferrania il materiale semilavorato per poi confezionarlo nello stabilimento di Rochester. Questo nuovo accordo commerciale prevede però, per Ferrania, la copertura dei costi di produzione maggiorata del 10%, in cui gran parte del profitto viene realizzato dalla 3M, mentre allo stabilimento italiano è appena garantita la sopravvivenza, con investimenti effettuati ridotti all’indispensabile e sempre nel campo del fotosensibile, anche se appaiono già sul mercato i primi sistemi digitali destinati a un pubblico di massa. Lo scenario si compone,
Estratto dalla tesi: Dalla polvere da sparo alla pellicola: nascita e futuro di Ferrania