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La Patologia da Decompressione (PDD) nel subacqueo: studio retrospettivo degli incidenti trattati in camera iperbarica

Tesi di Master

Autore: Marco Andreocci Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 52 click dal 28/02/2018.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Marco Andreocci

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12 sulla sopravvivenza dell’uomo a determinate profondità, pensando che potesse implodere sotto il peso dell’acqua. Per fortuna Pascal nel 1646, durante un esperimento, scopre quest’importante legge della fisica dei fluidi che spiega perché ciò non può avvenire: “La pressione esercitata in un punto qualsiasi di un fluido si trasmette in ogni altro punto del fluido con la stessa intensità, indipendentemente dalla direzione “(sempre perpendicolare alla superficie del fluido). Essendo il corpo umano formato da parti solide e liquide, virtualmente incomprimibili, in qualunque punto l’acqua eserciti la sua spinta ne riceve una uguale e contraria dal corpo. Questo mantiene il sistema in equilibrio che però è molto precario per quegli organi o cavità del corpo che contengono aria. Uno degli organi che subisce un’influenza negativa nell’immersione è appunto il polmone. Nella semplice immersione fino al collo, quindi in posizione di galleggiamento verticale, la capacità vitale del polmone si riduce già del 10% a causa della pressione idrostatica che comprime il torace e della vasocostrizione periferica, soprattutto a livello degli arti inferiori, che porta maggior afflusso sanguigno al torace diminuendo la compliance polmonare. Inoltre la posizione del corpo nell’immersione crea un’altra condizione sfavorevole alla respirazione, perché la diversa pressione differenziale tra torace e fonte d’aria può creare ipo o iperinsufflazione. In posizione verticale, con la testa in alto, che l’aria venga respirata da uno snorkel in superficie o tramite un respiratore, sarà ad una pressione sempre minore di quella polmonare portando così ad un’ipoinsufflazione di aria perché una parte del lavoro muscolare inspiratorio viene speso per creare la depressione sufficiente all’entrata di aria nel polmone. Al contrario in posizione di discesa, con la testa in basso, il sub va incontro a
Estratto dalla tesi: La Patologia da Decompressione (PDD) nel subacqueo: studio retrospettivo degli incidenti trattati in camera iperbarica